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Berlusconi: "Torno in tv, si vota a maggio anche per le politiche"

Berlusconi: "Torno in tv, si vota a maggio anche per le politiche"

Silvio Berlusconi è determinato, vuole il voto anticipato e si sente già in campagna elettorale. Il Cav non punta solo sulle europee, ma guarda già alle politiche. Berlusconi è sicuro: "Voteremo a maggio sia per l'Europarlamento che per le politiche". Il partito è mobilitato e le trattative in corso con Renzi sulla legge elettorale e un accordo per un ritorno alle urne anticipato testimoniano che la strada che il Cav seguirà è una sola: opposizione di fuoco contro il governino di Letta per farlo cascare e tornare alle urne. Così sfruttando il vento in poppa dei sondaggi che danno il centrodestra in vantaggio sul centrosinistra, Forza Italia prepara la battaglia per il voto. In prima fila a guidare il partito ci sarà Berlusconi che si prepara per il ritorno in tv: "Ora mi metterò a dieta, voglio tornare in tv".

"A dieta per tornare in tv" -  Il Cav è già in campo e annuncia: "Voglio dimagrire di 7-8 chili per la cavalcata della campagna elettorale". Ieri sera, per il   brindisi di Natale, avrebbe confidato agli azzurri di essere pronto a   scendere in campo in prima persona. Per questo, avrebbe deciso di   sottoporsi a una cura dimagrante per essere in forma davanti alle telecamere. Berlusconi avrebbe quindi invitato deputati, senatori ed eurodeputati a   prepararsi alla prossima sfida elettorale. Berlusconi avrebbe ribadito  che le politiche potrebbero tenersi essere a maggio, insieme alle europee. Questa la strada preferita. Ma il Cav si tiene pronto anche se si dovesse tornare alle urne subito dopo. Intanto è ancora rebus per le cariche e l'organigramma della nuova Forza Italia. Il Cav per i contatti con il Pd di Renzi in vista di un accordo per la legge elettorale, si è affidato a Dennis Verdini. Il "falco", fedelissimo del Cav, avrebbe già chiamato Renzi per trovare un'intesa sulla riforma e per trovare una strategia comune che possa spingere il Colle a ridare la parola agli elettori.

Al voto con un delfino -
Ma è il volto nuovo che manca all'appello. Berlusconi vuole imbarcare D'Amato, ma anche Alessandro Benetton. Intanto continua l'opera silenziosa di Marcello Fiori. L'uomo a cui il Cav ha dato le chiavi del coordinamento dei club Forza Silvio. Fiori da qualche giorno è ospite in tv a Tgcom24. "Prove tecniche da delfino", qualcuno sussurra tra le mura di San Lorenzo in Lucina. Ma l'ex braccio detsro di Guido Bertolaso va avnti nella sua opera di radicamento sul territorio. Un lavoro a cui il Cav tiene tantissimo. Insomma Berlusconi torna a chiedere ad alta voce il voto anticipato e cerca di farsi trovare pronto per l'appuntamento. La "dieta" non sarà solo per lui. Il Cav l'ha imposta anche a Giovanni Toti, il direttore del Tg4 e in pole position per il ruolo di responsabile della comunicazione di Forza Italia. Silvio lo ha visto in tv un paio di volte e gli avrebbe dato un consiglio: "Cerca di dimagrire un pò, la pancetta non piace a chi guarda da casa". L'immagine conta e il Cav lo sa bene. 

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Commenti all'articolo

  • uomoragno

    22 Dicembre 2013 - 09:09

    Basta continuare a chiamarlo cavaliere o affettuosamente cav Il titolo viene dato a persone moralmente degne non a condannati per evasione fiscale ( non hanno sempre detto che noi paghiamo anche per gli evasori?) e pluri inquisiti per reati gravissimi ( non sto qui a ricordarli) E non ragazzi stato lo stesso " cav" a dire che un evasore condannato doveva fare un passo indietro? Parole come il milione di posti di lavoro, l'oro abolizione delle provincie, il partito degli onesti ecc. Bondi hai promesso di andartene ...... vattene!!!!!!!

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  • milkoshka

    20 Dicembre 2013 - 17:05

    altro che 7 o 8 chili. vedra' quanti chili perdera' il cavalier pompetta gustando le prelibatezze delle cucine di san vittore...

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  • Chry

    20 Dicembre 2013 - 01:01

    non perdoneranno al Silvio quei chili di troppo, forza Silvio dacci dentro AHAHAH!!!

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  • giovannick

    20 Dicembre 2013 - 00:12

    Torno in tv e vinciamo...Magari, se fosse veramente il paese a vincere. Mi pare per contro che da un bel po' di decenni vincono, è vero, i vari schieramenti (prima uno poi l'altro), ma gli italiani restano ben piantati al palo di partenza. Quando va bene. Quando invece va meno bene, come adesso, il traguardo non solo non si avvicina, ma si allontana inesorabilmente. Domanda: si può vincere in retromarcia, facendo però credere agli avversari di essere arrivati all'ultimo giro con la meta già in dirittura?

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