Cerca

Il dramma e le ombre

Jules Bianchi, il mistero dell'auto sparita: cosa stanno nascondendo?

Jules Bianchi, il mistero dell'auto sparita: cosa stanno nascondendo?

Jules Bianchi resta in vita grazie ai macchinari dell'ospedale giapponese nel quale è ricoverato da quasi un mese, da quel terribile schianto contro la gru sul circuito di Suzuka. La Formula 1 continua a interrogarsi sul caso. E per quanto per esempio Bernie Ecclestone con un'improvvida uscita ha parlato di "incidente inevitabile", e dopo le polemiche della famiglia del pilota che ha puntato il dito contro la Marussia, sulla lunga catena di responsabilità dell'incidente si stenta a fare luce.

Telemetria - Come scrive Repubblica, l'ultima notizia su quel maledetto schianto è arrivata da una nuova analisi della telemetria della Marussia che guidava Bianchi, che secondo gli investigatori della commissione allestita da Jean Todt segnala un'anomalia. Infatti, quando Jules aveva già perduto il controllo dell'auto, la Marussia avrebbe accelerato, come se insomma piuttosto che spingere sul freno il francese avesse pigiato sull'acceleratore. Si tratterebbe di un errore grossolano, quasi incredibile per un (promettente) pilota di F1, e che nessuno, insomma, riesce a spiegare.

La monoposto sparita - Forse, questa misteriosa accelerazione, ha qualcosa a che fare con il malfunzionamento del brake by wire, ossia la tecnologia introdotta da quest'anno per sostituire l'impianto frenante tradizionale (il brake by wire sin dalle primissime ore che seguirono l'incidente finì al centro dell'attenzione). Le indagini sul dispositivo, però, sono state poche e frettolose: il rottame di ciò che restava della Marussia fu subito riconsegnato al team dopo il prelievo dei dati, e non fu posto sotto sequestro né della Fia né dalle autorità Giapponesi. Da Sochi, l'addetta stampa della Marussia spiegava: "Ora la macchina è in nostro possesso in una località riservata". Che tradotto significa che nessuno potrà mai incrociare i dati anomali della telemetria con le condizioni reali della macchina, che nel frattempo potrebbe anche esseere stata compromessa.

La comunicazione - Ma quello dell'auto sparita non è l'unico mistero che avvolge la Marussia. Ci sono anche le comunicazioni radio. La Bild ha infatti pubblicato una comunicazione riservata alla Fia in cui si afferma che la Marussia aveva ordinato a Bianchi di spingere, di accelerare nonostante pioggia e bandiere gialle. Marussia ha smentito, ma quell'ordine del team, agli atti, c'è. Resta da verificare la tempistica: l'ordine è stato impartito prima o dopo l'incidente di Sutil? Fu proprio contro la gru che spostava l'auto di Sutil che Bianchi andò a schiantarsi.

Due minuti di follia - Infine, tra i dubbi e i gialli, resta al centro anche la Fia, una federazione che non si è dimostrata in grado di gestire l'emergenza. Dopo lo schianto, infatti, è emerso che non esiste alcuna procedura in caso di incidente grave, e dunque per questa ragione l'auto di Bianchi non è stata posta sotto sequestro (sarebbe stato possibile solo dopo ordine di Jean Todt). E infine, l'errore più macroscopico di tutti quanti: perché la gara di Suzuka è proseguita per due minuti con un trattore a bordo pista, da quando Sutil era uscito fuori strada?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • agostino.vaccara

    01 Novembre 2014 - 13:01

    Cerchiamo di essere seri! Anche se fosse successo un problema tecnico alla monoposto di Bianchi cosa che sarebbe potuto succedere anche ad una Mercedes, niente sarebbe successo se non ci fosse stata quella gru nella via di fuga! La colpa è solo ed esclusivamente del direttore di gara che avrebbe dovuto fermare la gara non appena le condizioni erano diventate proibitive.

    Report

    Rispondi

  • carlozani

    01 Novembre 2014 - 10:10

    Errori su errori.Comunque la monoposto andava posto sotto sequestro anche se non erano visibili segni si guasti meccanici. IL problema è che per evitare grane giudiziarie ai team si preferisce fare così e non mettere norme obbligatorie per questi casi.

    Report

    Rispondi

    • agostino.vaccara

      01 Novembre 2014 - 13:01

      Egregio, guardi che qui non si tratta di salvaguardare i team, si tratta solo di cercare di salvaguardare il direttore di corsa charly whiting! E' stata colpa sua che non ha fermato la gara non appena la situazione si era fatta insostenibile che è successo il patatrac!E' chiaro che whiting deve avere grosse protezioni, anche perché alla sua età non si spiegherebbe come mai fa ancora grossi danni!

      Report

      Rispondi

blog