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Le cartine al tornasole di Papa Ratzinger

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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“Intervento a gamba tesa”: così vari giornali hanno definito l’intervento di Benedetto XVI  in merito ad aborto ed unioni gay, identificati come segni dell’Anticristo.

E’ un paradosso come venga considerato un intervento scorretto e violento ai danni di un avversario il fatto che l’anziano papa emerito abbia semplicemente ribadito alcuni principi che, per la dottrina bimillenaria della Chiesa, sono banali ovvietà.

Un po’ come se un rabbino avesse ricordato ai suoi correligionari di non mangiare carne di maiale, o di circoncidere i neonati. E allora? Che vi sarebbe di nuovo?

La cosa sconvolgente è, piuttosto, che Benedetto XVI, a 93 anni, abbia denunciato: “Mi vogliono silenziare e non voglio analizzare i motivi per cui lo fanno”. Chi mai potrebbe avere l’autorità e il potere di silenziare un papa emerito? Ma nessuno presta attenzione a questo dettaglio e ci si concentra piuttosto sul disappunto espresso da Emma Marrone.  

Siamo un po’ preoccupati perché, non si sa come, queste uscite di papa Ratzinger gli attirano sempre qualche evento sfortunato. Per una curiosa coincidenza, quando la volta scorsa è uscito il libro da lui scritto a quattro mani con il cardinal Sarah, gli hanno estirpato la vigna, quella simbolica del suo pontificato, che aveva piantato nei giardini di Castel Gandolfo. Dobbiamo temere per le sorti del suo gattino, adesso?

Tra l’altro, non c’è da scandalizzarsi per l’uso della parola Anticristo: non è un insulto. E’ “anticristico” tutto ciò che parte da un’idea – del tutto legittima - che rifiuta Gesù Cristo come il Figlio di Dio che si è fatto carne. Lo spiega a chiare lettere l’apostolo Giovanni: “L’ anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. […] Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (1Gv 2,18.22s. 4,2-3). 

L’accezione negativa fornita a questo concetto dipende, quindi, dalla posizione intellettuale di chi lo usa. Se nella sensibilità comune questa parola è influenzata dai film horror, non è che Papa Benedetto può cambiare un glossario teologico antico di secoli per compiacere William Friedkin o Dario Argento.

La Chiesa ha ben chiarito da 2000 anni come la pensa su certi temi e non può cambiare i propri princìpi, poiché ritiene che questi vengano direttamente da Dio. Può spiegarli meglio, decodificare la realtà odierna alla luce di quegli insegnamenti, ma non può stravolgerli.

Per giunta, sull’aborto, o si considera che il feto abbia sempre diritto alla vita, oppure no. Sono due posizioni chiare e distinte: omicidio o diritto. O di qua, o di là. La Chiesa sta di qua.

Il fatto che le unioni omosessuali possano essere sancite legalmente è un’altra questione in cui o si è pro, o si è contro. Quelle pratiche sessuali sono considerate dal Catechismo “disordinate” e “contrarie alla legge naturale”, quindi la dottrina non può approvare sdoganamenti culturali o legislativi in merito.

Che la Chiesa abbia torto o ragione, questo è il suo “regolamento interno”: si chiama "depositum fidei", i consacrati sono assolutamente tenuti a preservarlo e chi lo intacca si mette automaticamente fuori gioco: scomunica “latae sententiae”.

Di conseguenza, i preti, i vescovi, i cardinali che non condividono le ovvietà dottrinali ribadite dal papa emerito Benedetto, de facto non riconoscono Gesù Cristo come Figlio di Dio.

Sembra assurdo, eppure vi sono non pochi casi di “divergenze di vedute”: Mons. Galantino, ex segretario della Cei, ha dichiarato come Sodoma sia stata salvata dal Signore invece di essere stata distrutta da una pioggia di fuoco, come risulta dall’Antico Testamento. Per il gesuita James Martin la sodomia è un atto lecito e naturale. Secondo il generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, le parole di Cristo non hanno valore assoluto “perché all’epoca non c’era il registratore”. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha commissionato per la Cattedrale di Terni un affresco  omoerotico per stessa dichiarazione dell’autore (mai smentita). Non si tratta di pretini di campagna, ma di big della Chiesa.

Allora, il punto non è se le posizioni su aborto e matrimoni gay siano giuste o sbagliate, non spetta a noi dirlo, il punto è che se si continua a far parte della Chiesa di Cristo manifestando posizioni anticristiche vuol dire che c’è un grosso, grossissimo problema interno.

Significa che qualcuno sta giocando nella squadra di Cristo per far vincere, volontariamente o meno, quella dell’Avversario. Squadra che, come noto, indossa la maglia rossonera.

 

 

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