Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La luce della Sindone sulla verginità di Maria?

Vittorio Messori e il sindonologo Fanti si pronunciano su un'ipotesi affascinante

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

Vai al blog
  • a
  • a
  • a

Maggio è il mese che i cattolici dedicano alla Madonna. Secondo il dogma del Concilio di Costantinopoli del 553, Maria fu “vergine prima, durante e dopo il parto”. Questa verità rivelata, da accogliere semplicemente per fede, ha una fondamentale importanza per la maggior parte dei cristiani in quanto sancisce la natura divina e umana di Cristo, fin dalla nascita.

Dopo secoli di scontri e dibattiti, il tema è tornato alla ribalta lo scorso Natale, quando un post di Roberto Saviano ha turbato/offeso potenzialmente circa 3 miliardi di persone presentando un’immagine di Maria a gambe larghe mentre partoriva in modo del tutto tradizionale. Infatti, 1.285.000.000 cattolici (senza contare gli ortodossi) più 1.800.000.000 musulmani nel mondo ritengono che la madre di Gesù Cristo sia stata protagonista di un parto miracoloso, verginale per l’appunto. L’Islam, infatti, pur ritenendo Cristo solo un profeta, condivide questa credenza con il Cattolicesimo.

Fiorentissimo per secoli, il culto di Maria, secondo molti fedeli, sta subendo una flessione con il nuovo pontificato: alla Madonna è stato da poco negato lo status di “Corredentrice” da papa Francesco, così come anche la consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato - annunciata dalla Cei pochi giorni fa - ha lasciato molti delusi: nel testo letto non è stata menzionata né l’Italia, né la sua consacrazione. Altri teologi cattolici, attualmente in primo piano, tendono a considerare il dogma mariano come una concrezione tradizionale derivata da miti ancora più antichi relativi alla “dea vergine e madre”, come Astarte e Artemide, ad esempio.

In generale, sembra che il nuovo corso bergogliano tenda a interpretare umanisticamente quanto di soprannaturale e miracoloso è stato tramandato dalla Chiesa per duemila anni, derubricandolo in parte a elemento simbolico o metaforico. Così, la moltiplicazione dei pani e dei pesci sarebbe stata, in realtà, solo una condivisione del cibo già disponibile, la Casa della Madonna di Loreto non fu realmente “trasportata dagli angeli” e via di seguito. Persino il culto eucaristico ha conosciuto tempi migliori, tanto che il vescovo tedesco Heiner Wilmer ha recentemente dichiarato che è “sopravvalutato”.

In modo più sotterraneo, invece, l’ala “ortodossa” dei cattolici segue con sempre maggiore interesse gli studi scientifici che vengono condotti su reliquie e manufatti che la tradizione ritiene protagonisti di eventi prodigiosi. E le sorprese non mancano: basti pensare alle analisi compiute su alcuni dei più noti miracoli eucaristici. Un recente volume del cardiologo Franco Serafini riporta come la scienza abbia dimostrato che, almeno per le reliquie esaminate, la carne che si sarebbe sostituita all’Ostia proviene da cuori umani e, anche nei miracoli eucaristici che risalgono ad epoche precedenti alla scoperta dei gruppi sanguigni, il sangue ritrovato appartiene per tutti allo stesso gruppo AB.

Per chi è credente, tali riscontri hanno l’effetto di rinforzare la fede. Per gli scettici, invece, si può trattare di gialli avvincenti in cui cercare spiegazioni su come sarebbero stati artefatti tali “miracoli” con trucchi e complotti.

La più famosa e studiata di tali reliquie è certamente la Sindone, il telo di lino che, secondo la tradizione cattolica, avvolse il corpo di Gesù Cristo, torturato e crocifisso, risorto dopo la morte, fissandone l’immagine corporea. Da quando il primo negativo fotografico, nel 1898, ha mostrato “in positivo” il volto umano impressovi sopra, per più di un secolo si è tentato invano di spiegare o riprodurre sperimentalmente questa immagine. Esiste un’ampia letteratura che conferma come il mistero permanga: l’immagine sindonica, con tutte le sue particolarissime caratteristiche, ancor oggi non è stata riprodotta con mezzi fisici o chimici (pigmenti, calore, acidi, etc.).

Per spiegare dal punto di vista teorico la formazione dell’immagine sindonica sulla base di analisi scientifiche ed esperimenti, già agli inizi del 1900 Arthur Lot ed altri studiosi fecero riferimento ad un fenomeno di tipo “radiativo” molto intenso. Nel 1978, il gruppo americano STuRP, guidato dal fisico John Jackson, arrivò a supporre un’esplosione di energia estremamente breve, ma intensa, proveniente dal cadavere, per descrivere le particolarissime caratteristiche dell’immagine.

Ne abbiamo parlato con il prof. Giulio Fanti docente di Misure Meccaniche e Termiche all’Università di Padova che, dichiaratamente cattolico e “autenticista”, ha all’attivo più di 100 pubblicazioni scientifiche sulla Sindone: “Si può pensare all’immagine sindonica come ad una fotografia divina ottenuta su un elemento sensibile (tessuto di lino), impregnato di “gel fotosensibile” (fluidi corporei e spezie), mediante un flash, ovvero quell’esplosione di luce ed energia ipotizzata da John Jackson, ma comprendente sia fotoni che elettroni ed altre particelle”.

L’ipotesi risolverebbe anche il nodo del Carbonio C14, i cui risultati ottenuti più di 30 anni fa (peraltro già ampiamente contestati dal prof. Marco Riani e altri su riviste specializzate) farebbero risalire il lino a un’epoca più tarda. Infatti,l’esplosione di energia avrebbe potuto alterare i parametri radioattivi del lino falsandone la datazione.

Un altro problema da risolvere è come il corpo sia uscito dalla Sindone. Si, perché il cadavere, privo di segni di putrefazione, deve essere rimasto avvolto nella reliquia per non più di una quarantina di ore. Non fu però asportato dal Sacro Lino perché non si riscontrano sbavature dovute a sfregamento delle macchie di sangue che erano ridisciolte per fibrinolisi in un ambiente umido come quello del sepolcro. Torna ancora l’ipotesi di John Jackson il quale suppone che il corpo, in seguito a quell’esplosione altamente energetica, divenne “meccanicamente trasparente” e passò attraverso la Sindone senza alterarla fisicamente.

Continua il prof. Fanti: “Sulla Sindone troviamo centinaia di indizi unidirezionali, ma non troviamo prove certe perché Dio, che ci ha regalato il libero arbitrio, non ci obbliga a credere in Lui. Tuttavia, dopo più di vent’anni di approfonditi studi sulla Reliquia, personalmente ho identificato con certezza quell’Uomo; è Gesù Cristo, il Risorto. Le analisi scientifiche sulla Sindone ci fanno pensare ad un passaggio della materia corporea ad un altro stato di trasparenza meccanica a noi non conosciuto, ma più volte citato nei Testi Sacri che riferiscono di come Gesù passò attraverso numerose persone che lo volevano catturare (Lc 4,30; Gv 10,39) e da risorto (nel suo “corpo glorioso”) passò attraverso le porte chiuse (Gv 20,19), ma mangiò il cibo con gli Apostoli (Lc 24,41). La materia, così come la pensiamo oggi, da uomini dalle conoscenze limitate, è in uno stato stabile, ma tale stato potrebbe essere modificato se alcune leggi fisiche venissero momentaneamente mutate per una qualche influenza non ancora scoperta”.

Un’ipotesi affascinante che, se fosse verificata, a parere di chi scrive potrebbe portare, per via logico.induttiva, a una conferma del dogma riguardante la verginità di Maria fornendo ai credenti una chiave per comprendere anche altri eventi tramandati come soprannaturali.

Accettando - per fede, s’intende - l’idea di uno Spirito intelligente creatore del mondo, le informazioni sindoniche farebbero pensare ad uno Spirito che agisce sulla materia fisica organizzandola o disorganizzandola a suo piacimento, con processi di materializzazione/smaterializzazione.

In sintesi: se si vuol credere che Cristo si smaterializzò per uscire dal telo e ripresentarsi col suo corpo glorioso, perché non avrebbe potuto nascere servendosi di un fenomeno analogo?

Vari mistici come S. Brigida di Svezia e i Padri della Chiesa San Girolamo e San Gregorio Magno, pur non disponendo della scienza attuale, parlavano già del parto mariano svoltosi in un bagno di luce, con il Bambino che sarebbe passato attraverso le pareti del grembo materno senza alcuna interferenza meccanica con esse, così come non ve ne era stata con la parete del tessuto sindonico.

Tale ipotetico fenomeno avrebbe quindi potuto rendere possibile, non solo l’uscita del feto per vie miracolose, ma anche il concepimento prodigioso con la materializzazione - ex nihilo - di un gamete maschile nel grembo di Maria, tale da garantire a Cristo una natura umana e una divina insieme fin dalla sua venuta al mondo.

Non è un caso che spesso nelle antiche tele che ritraggono l’Annunciazione, si scorge un raggio luminoso proiettato sul grembo di Maria, così come quasi sempre, nelle Natività, il Bambino viene rappresentato splendente di luce.

Ovviamente, si tratta di ipotesi teoriche che necessitano di un salto di fede per essere credute.

Come spiega infatti Vittorio Messori, il più noto giornalista cattolico vivente, intervistato sulla proposta: “Malgrado ogni ricerca scientifica, non è dato all’uomo di penetrare sino in fondo il Mistero. Non dimentichiamo l’osservazione di Pascal: «Per preservare la libertà delle sue creature, Dio ci ha dato abbastanza luce per credere, ma ha conservato abbastanza ombra per chi voglia dubitare». La ricerca attorno ai fatti misteriosi è benemerita, purché fatta nella consapevolezza che, per volere divino, sino a quando saremo sulla terra non ci sarà dato di convincere tutti. La fede nel Vangelo è una proposta, non una minaccia perché si creda”.

Dai blog