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Il cardinal Silvestrini: mentore di Conte e membro della "Mafia di San Gallo"

Mieli e Cacciari entrano anche loro tra le file dei "complottisti"?

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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Tra ammiccamenti e risatine, due intellettuali non certo di area sovranista come Paolo Mieli e Massimo Cacciari, il 12 gennaio, in trasmissione da Bianca Berlinguer, si sono fatti sfuggire qualcosa che è stato però colto al volo da Angela Pellicciari,  autrice di “La chiesa e la massoneria”  (Ares 2007) la quale, su La Nuova Bussola quotidiana, scrive di un “siparietto rivelatore”.

“Conte è invincibile – spiega Mieli alla Berlinguer – è ovvio che ha qualcosa dietro di sé che sfugge, una sorta di “energia forte”; questa legislatura è la storia di grandi sottovalutatori di Conte”.

Nel frattempo, Cacciari, in studio, inizia a sogghignare: “Io lo so qual è questa energia, ma non lo posso dire, tutti lo sanno, «Mieli meglio di me», ma non lo può dire”. I due, in divertito imbarazzo, tirano in mezzo Gad Lerner che, contrariato, ribatte: “Mieli e Cacciari fanno delle allusioni sul fatto che dietro a Conte ci sarebbe una massoneria nascosta, trasversale, che ha riferimenti interni e internazionali, e che questo spiegherebbe tutto”. Cacciari annuisce, sorridendo e arrossendo.

Chi lo sa? Qualche indizio sulla presunta energia forte citata dai due autorevoli “neocomplottisti” è fornito da Maria Antonietta Calabrò che, nel 2019, spiegava sull’’Huffington Post come Conte disponga di parecchie entrature ecclesiastiche dovute al cardinale Achille Silvestrini, “gigante della diplomazia vaticana, mentore di Conte dagli anni in cui frequentava il prestigioso collegio universitario di Villa Nazareth. Silvestrini aveva intessuto per anni una serie di rapporti con la sinistra Dc, da Sergio Mattarella, agli ex-morotei, a Oscar Luigi Scalfaro, ma anche con personalità laiche come gli ex presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano”.

Quando Silvestrini morì, il 29 agosto 2019, nel giorno del secondo insediamento al governo del suo pupillo, Conte si precipitò al funerale dove ebbe un colloquio con Bergoglio il quale, secondo le fonti vaticane, “ricordò con affetto la figura del cardinale scomparso". Era il periodo in cui la Chiesa si auspicava "un governo di discontinuità, soprattutto sulla politica migratoria", un auspicio evidentemente esaudito considerati gli interminabili sbarchi di migranti, particolarmente inspiegabili in periodo di pandemia.

Ciò che è più interessante, ricordato anche dalla Calabrò, è che il card. Silvestrini faceva parte della cosiddetta “Mafia di San Gallo”, un gruppo di importantissimi cardinali progressisti in odore di massoneria ecclesiastica, che, fin dai primi anni ’90, si riunivano nella cittadina svizzera di Sankt. Gallen ed erano accomunati dall’essere fieramente avversi a Joseph Ratzinger.

Tutto questo emerge dall’“Autobiographie” del 2015 di uno dei suoi membri, il primate della chiesa belga card. Godfried Danneels nella quale lo stesso, prima di sparire dalla scena pubblica, dichiarava come il “campione” di questa Mafia di San Gallo fosse proprio il card. Jorge Mario Bergoglio. Subito dopo la pubblicazione, il card. Danneels è sparito dalla scena pubblica e dopo quattro anni è deceduto per un cancro, nel 2019.

La sua autobiografia, andata a ruba in Belgio, ma non tradotta in italiano, non è mai stata smentita dal Vaticano e viene impugnata continuamente da chi sostiene l’invalidità dell’elezione di Bergoglio: secondo l’art.79 della costituzione apostolica “Universi dominici gregis”, promanata da Giovanni Paolo II nel 1996, sono infatti scomunicati automaticamente tutti i cardinali che organizzano e intrecciano accordi pre-conclave. Cardinali scomunicati, conclave invalido.  

 

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