Non avevamo dubbi che prima o poi sarebbe arrivata la novità sui siti più gettonati dalla sinistra: l'approfondimento sul patriarcato. E infatti ecco che Fanpage.it, il sito diretto da Francesco Cancellato, ha appena inaugurato una sezione, anzi un Osservatorio, sul tema più caro alle femministe delle piazzate anti-Meloni. La newsletter si chiama "Streghe" e si propone di "dare la caccia al patriarcato, farlo tremare, smantellare pezzo per pezzo questo sistema machista che vuole le donne subalterne e incapaci di autodeterminarsi". Streghe, scrivono i colleghi e le colleghe di Fanpage, <perché decidiamo da sole il nostro destino: non permetteremo a nessuno di additarci e metterci al rogo. Streghe perché crediamo nella collettività e nella sorellanza: insieme siamo potenza. Streghe è il nostro Osservatorio sul patriarcato: possiamo crearlo e farlo vivere soprattutto grazie a voi". E alla fine, usando i simboli del linguaggio schwa, che fa tanto inclusione: "Il sistema patriarcale è in crisi ma sta facendo di tutto per sopravvivere, assumendo nuove forme, nuovi volti, ma stessi obiettivi. Noi lavoriamo per abbatterlo. E liberare tuttə". Segue ovviamente il link al quale abbonarsi.
In sintesi, dopo le inchieste sulla presunta lobby nera e l'invio dei cronisti infiltrati tra i giovani di Fdi, adesso Cancellato e i suoi puntano a stanare gli uomini violenti e a raccontare, com'è nella narrazione comune a Pd-M5S-Avs e resto dell'opposizione, che l'Italia sia un Paese nel quale vige ancora il patriarcato, soprattutto adesso che c'è un governo di centrodestra guidato da una donna, madre e single. Allora, noi comprendiamo che i colleghi del sito d'inchiesta siano scossi per la vicenda del presunto spionaggio tramite Paragon e siamo solidali con loro perché nessun giornalista dovrebbe essere spiato con queste modalità, ma ricordiamo che il patriarcato qui da noi è finito (casomai c'è qualche maschilista che ancora fa fatica a mollare il posto di comando), mentre resiste in alcune realtà e Paesi dove la donna è ancora possesso del capofamiglia, senza diritti né possibilità di vivere liberamente la propria vita. Un'inchiesta sulla condizione di queste ragazze, mogli, figlie, madri, sorelle, forse andrebbe fatta. Anche con cronisti infiltrati.