Anche Carla Bruni è passata attraverso l'incubo di un carcinoma mammario. Lei come tante, milioni di donne, in qualunque parte del mondo, in Italia come altrove. Da noi si stima che una su 8 viene colpita da una diagnosi di tumore al seno, le cifre sono drammatiche, solo nell'ultimo anno nel nostro Paese i casi sono aumentati di 55mila unità e ormai è la neoplasia più diffusa in ambito femminile, ma per fortuna a questo dato si associa quello della guarigione e della sopravvivenza, grazie alla prevenzione e a terapie che, se fatte in tempo, davvero possono salvare la vita e, soprattutto, diminuire il rischio di recidiva perché il tumore al seno, spesso, si ripresenta. Pochi sapevano che l'ex first lady francese fosse malata di carcinoma al seno (lo aveva rivelato nell'ottobre del 2023) e di recente era apparsa sofferente in volto, sì, ma alla condizione di salute si era aggiunta la preoccupazione per le vicende giudiziarie del marito Nicolas Sarkozy, arrestato per corruzione e ora scarcerato. Carla Bruni ha sempre rappresentato un simbolo di bellezza, perfino troppo algida e perfetta, è stata una delle modelle d'oro degli anni Novanta, una top model di fama mondiale, che ha saputo unire lo stile aristocratico e sabaudo ereditato dalla famiglia d'origine al glamour delle passerelle e del cinema made in Usa. Una donna così fortunata da essere riuscita a passare dalla moda ad altissimi livelli alla politica fino a diventare la più potente di Francia quando, nel 2008, ha sposato Sarkozy ed è andata a vivere all'Eliseo. Da premiere dame si è dedicata al sociale ma senza smettere di essere artista: da cantautrice ha continuato a fare concerti e a comporre brani, non famosissimi ma trasmessi su ogni radio. E poi ha ricevuto onorificenze, inviti: è stata pure al festival di Sanremo, osannata anche in patria. Stavolta però il premio da darle è per avere postato sul suo profilo Instagram una foto che la ritrae con una confezione di Tamoxifene, pillola ormonale che viene prescritta a ogni donna che sia passata attraverso le forche caudine di un tumore mammario. <Nonostante i suoi effetti collaterali piuttosto aggressivi sono grata alla scienza per avere inventato la terapia ormonale>, ha scritto nel post, <protegge efficacemente dalle ricadute comuni negli anni successivi alla diagnosi>. La Bruni ha ringraziato i medici quindi esortato tutte a sottoporsi a screening periodici e ha rivelato di essere stata una paziente oncologica dal 2019 a oggi, 20 dicembre 2025, giorno che sancisce la fine del ciclo di 5 anni di terapia ormonale. Una testimonial perfetta per chi combatte contro questo tumore. La prova che ce la si può fare e che, negli anni, sono stati fatti passi da gigante per aiutare le donne che si ammalano di carcinoma alla mammella. Fondamentale, poi, è l'oncologo giusto, che riesce ad aiutare anche psicologicamente le sue pazienti: il più celebre è senz'altro Umberto Veronesi, fondatore dell'Ieo di Milano (dove oggi opera e dirige l'unità di senologia il figlio Paolo), di cui ricorrono quest'anno i 100 anni dalla nascita. Il primo a capire che si può provare a non mutilare il corpo della donna, cioè si può evitare la mastectomia, un intervento radicale di asportazione del seno e operare solo dove serve. Ma voglio ricordare anche il dottor Carlo Vecchio, chirurgo oncologo al San Martino di Genova, poi capo della Breast Unit all'ospedale di Alessandria, che ha guidato fino alla fine dei suoi giorni per poi lasciarla alla dottoressa Caterina Canepa. E tanti altri luminari del campo dell'oncologia, che ogni giorno danno speranza e professionalità alle donne alle prese con i problemi al seno: dal professor Ermanno Leo, al dottor Alberto Testori di Milano. La trafila è quasi per tutte la stessa che ha avuto Carla Bruni: intervento di asportazione del tumore, radioterapia (o chemio se necessario), poi 5 anni di pastiglia ormonale. Con l'incognita degli effetti collaterali che possono variare da paziente a paziente e stancare e far perdere la voglia di lottare, oltre ai capelli e alle forze. Possono buttare giù. Però oltre l'88% delle malate guarisce dopo la cura e questa è una bella notizia.





