Mentre in Italia imperavano i Giochi olimpici di Milano Cortina dove i nostri facevano incetta di medaglie, il calcio veniva leggermente oscurato dai media. E intanto si disputava la 25esima giornata di campionato, bella sotto il profilo agonistico ma foriera di troppe polemiche spiacevoli. Succedeva tutto nella partita clou tra Inter e Juventus, con i nerazzurri che continuavano nella sua serie positiva e battevano i bianconeri 3-2 in un incontro che aveva emozionato la platea, anche perché la Juventus, pur soccombendo alla rivale, ci era sembrata in crescita.
Insomma, una bella partita che però diventava improvvisamente fonte di polemica esasperata a causa della simulazione di Bastoni, con l’arbitro La Penna che sbagliava a non considerarla tale ed espelleva Kalulu. Il resto lo faceva il giocatore nerazzurro con l’esultanza finale per essere riuscito a ingannare l’arbitro. Episodio che aveva il potere di scatenare l’universo calcistico contro il direttore di gara ma soprattutto contro Bastoni, reo di aver inscenato una manifestazione bambinesca e ingenua che poteva evitare. E nessuno avrebbe reclamato, si sarebbe parlato solo dell’errore di un arbitro.
Giova allora ricordare a quanti hanno sollevato tanto polverone che il calcio è un intrattenimento nato con il pallone, con gli errori dei giocatori e le loro simulazioni intese a ingannare gli arbitri e con gli errori degli arbitri stessi: bisogna convivere con queste cose.
Tutto insomma dovrebbe avere un limite, ma purtroppo al peggio non c’è mai fine, tant’è che qualche giorno dopo è successo quello che non si era mai verificato durante una partita. Nel recupero Milan-Como Fabregas fermava Saelemaekers, trattenendolo per la maglia. Giustamente si incavolava Allegri, mentre chiedeva scusa Fabregas. A dirimere la contesa il giudice sportivo che squalificava Allegri per una giornata mentre graziava Fabregas. Per cui da ora in poi qualsiasi allenatore potrà entrare a gamba tesa sudi un avversario senza incorrere in sanzioni, basterà scusarsi. Comico... Intanto la 26esima giornata legittima il primato in classifica dell’Inter, che va a vincere 2-0 allo stadio di Via del Mare contro il Lecce. Mentre le altre stentano, a cominciare dal Napoli di Conte che, perdendo 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta di Palladino, reclama per un rigore dato e poi revocato dal Var ma soprattutto per il gol di Gutierrez ingiustamente annullato per fallo di Hojlund su Hien. Il Milan viene sconfitto 1-0 dal Parma a San Siro e va a 10 punti dall’Inter perdendo qualsiasi speranza di riagganciare la rivale. Ma anche il Milan ha di che lamentarsi dell’arbitro e magari giustamente. Su tutte si potrebbe citare lo scontro al 7’ tra Loftus-Cheek e Corvi, dove l’arbitro dà fallo sul portiere ma è il giocatore rossonero a dover essere ricoverato in ospedale con tre denti rotti e la mandibola fratturata.
Al 35’ poi Piccinini annullava il gol del Parma ma il Var gli faceva cambiare idea. Eppure Valenti ostacolava i passi di Maignan e il suo blocco è da sempre considerato ostruzione. A parte poi Troilo che si appoggiava a piene mani sulla schiena di Bartesaghi per cercare l’equilibrio necessario per colpire di testa con maggior forza. Ma poi il Var poteva intervenire? Perché non è allora intervenuto anche nella simulazione di Bastoni in Inter-Juventus?
Nella lotta per la qualificazione Champions la Roma batte 3-0 la Cremonese all’Olimpico e aggancia a quota 50 il Napoli. Giallorossi e partenopei hanno entrambi 4 punti di vantaggio sulla Juventus, che perdendo all’Allianz 2-0 contro il Como resta quinta mentre incombono ad un punto Atalanta e Como.





