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La Figc va tolta dalle mani di Abete & Co.
giovedì 9 aprile 2026

La Figc va tolta dalle mani di Abete & Co.

Luciano Moggi
3' di lettura

Quel giorno nel 2006, quando la stimata ditta Auricchio & Narducci decise di dilettarsi a scegliere un indagato anziché cercarlo, la scelta cadde sulla Juventus e i suoi dirigenti, una scelta che poteva fare molto rumore con ritorno di notevole notorietà per le loro carriere. Per l’occorrenza i due si inventarono “il reato a consumazione anticipata” onde poter fronteggiare all’occorrenza l’eventuale mancanza di veri reati. E alla fine furono proprio costretti ad utilizzarlo poiché il processo non aveva offerto niente di meglio. Tentarono di dimostrare che il sorteggio era pilotato, ma in questo caso con poca fortuna, nonostante i tentativi messi in atto pur di portare avanti il loro disegno: sostituirono persino un filmato televisivo sul sorteggio, che evidentemente dimostrava la bontà dello stesso, con delle foto in ordine sparso per confondere le idee al Giudice.

Ma in sentenza sta scritto “sorteggio regolare, nonostante il pm volesse dimostrare il contrario”. Non contenti trasformarono anche una battuta in sequestro di persona (arbitro Paparesta chiuso nelle spogliatoio a Reggio Calabria) nonostante l’archiviazione della Procura di Reggio Calabria che faceva seguito alla smentita dell’arbitro stesso. E per finire cambiarono l’ordinamento legislativo là dove diceva che un associazione a delinquere deve essere composta da un minimo di tre persone, mentre loro, venuto a mancare il terzo, ne crearono una con due persone soltanto. Abete, presidente della Figc, provvedeva a radiare i dirigenti juventini per aver chiuso un arbitro nello spogliatoio senza tenere conto dell’archiviazione del tribunale di Reggio Calabria. E nonostante la sentenza del processo sportivo riportasse: “Campionato regolare, nessuna partita alterata”. Radiati quindi senza aver commesso illeciti o reati mai avvenuti e mai provati in udienza, con gli arbitri assolti e i sorteggi regolari.

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Di fronte agli esiti giudiziari queste persone sferravano in quel momento un colpo mortale al calcio che in quell’anno 2006 aveva addirittura vinto il titolo mondiale a Berlino, con tanti giocatori della Juventus, un allenatore Lippi, un massaggiatore Esposito, tutti portati in nazionale da quei dirigenti bianconeri che la Figc provvide a radiare. In quel tempo il nostro era considerato il campionato più bello, oggi non è più tale. E da allora buio pesto nel nostro calcio fino ad arrivare alla terza mancata qualificazione al mondiale di questi giorni, regista, questa volta, Gravina il presidente federale che nel 2018 successe a Tavecchio condividendo con il predecessore tutto il suo operato. Non c’è dato soltanto di sapere se Tavecchio da solo si sia aumentato lo stipendio come ha invece fatto Gravina, che tra l’altro curava le sue pubbliche relazioni con particolare cura, tanto da essere nominato vice presidente Uefa da Ceferin presidente. Queste, trascurando l’ordine alfabetico, sono le persone che hanno rovinato il calcio.

Adesso che si parla di rinnovamento c’è da sperare che non si ricorra ancora ad Abete, amico di Gravina o agli amici di entrambi, solo perché possono godere dei favori della Lega Dilettanti che conta il 34 per cento dei voti e degli allenatori del presidente Ulivieri con il 10 per cento, mentre la Lega professionisti, che mantiene il calcio, ha solo il 18 per cento. Abete avverte «non ci possono commissariare». Secondo noi invece commissariare la Figc è d’obbligo per togliere il giocattolo dalle mani di questi signori che tanto anelano a questa poltrona (chissà perché?). Fu fatto il commisariamento al tempo di Calciopoli per rovinare il calcio, deve essere adesso riproposto per rimetterlo in ordine.

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