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Penelope

L'acqua dorata della Ferragni

8 euro per una bottiglietta griffata dalla consorte di Fedez

8 Ottobre 2018

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Edizione limitata

Evian autografata dalla Ferragni

Ragazzi, da un anno a questa parte ho come l'impressione di avere sbagliato quasi tutto nella vita. Il giornalismo? Lo amo da impazzire, ma quando non te lo fanno fare più perché Internet uccide i giornali (e infatti meno male che c'è il blog), la crisi dell'editoria massacra le professionalità e non alzi neanche più le natiche dalla scrivania, la sensazione si è fatta quasi certezza. Non bastasse, leggi che Chiara Ferragni, consorte del rapper Fedez, sponsorizza una bottiglietta d'acqua che viene venduta nei negozi a 8 euro, e ripeto 8 euro, e in un attimo quell'impressione iniziale diventa una verità. Una bottiglietta d'acqua, meno di un litro. Marca Evian. Quindi perfino naturale, non ci sono neanche le bollicine, nessun gas aggiunto che gonfia un pochino il pancino e fa fare il ruttino. Lei ha messo la sua firma, l'edizione è limitata, e via il gioco è fatto.

Signori, questi sono i nuovi mestieri. L'influencer, il testimonial, il reclamizzatore di prodotti.Che più vengono venduti, più portano soldi nelle tasche del vip che ha messo la firma. Chiara Ferragni fa questo di lavoro girando per il mondo e, per carità, a giudicare dal successo deve farlo benissimo. Tutti adesso vorranno bere l'acqua dalla bottiglia che ha la sua firma e l'occhio azzurro simbolo della sua azienda. Ma manco a Lourdes fanno pagare 75 cl d'acqua 8 euro. Quindi qui ci troviamo di fronte a livelli altissimi di marketing e operazione commerciale. Perché fosse una borsa di pelle, un capo d'abbigliamento di pura seta, un elettrodomestico di ultimo modello, capirei il sovrapprezzo, ma sull'acqua... Ricordate certe battaglie della sinistra, dei grillini, delle associazioni ambientaliste sull'acqua bene di tutti, bene comune? I referendum in piazza per non fare pagare le bollette dell'acqua di casa? Plebaglia! I vip bevono il nettare d'oro di Chiara, segno del lusso, venduto in confezioni da 12 bottigliette per la modica cifra di 72 euro. Cosa vuoi che sia. L'importante è mandarla giù tutta, fino all'ultima goccia, come il più pregiato degli champagne, l'introvabile elisir che ci disseta molto più di una fonte qualsiasi perché la consorte di Fedez c'ha messo la firma. Che dire? Brava lei, che è diventata l'influencer più glamour del pianeta. Una splendida re Mida. Ma senza il pubblico social a seguirla così tanto, la ragazza non sarebbe a questi livelli. Ecco, se la metà dei suoi followers leggesse i quotidiani tutti i giorni, la crisi dell'editoria sarebbe forse archiviata. E io non avrei più alcun dubbio.               

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Commenti all'articolo

  • Anna 17'

    17 Ottobre 2018 - 13:01

    Dubito molto sulla validità di questo marketing. I casi sono due, o la gente s'è completamente rimbambita, oppure queste care bottigliette resteranno negli scaffali di chi le vende. Mi piacerebbe molto sapere quante confezione di quest'acqua miracolosa ne sono state vendute.

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  • Anna 17'

    17 Ottobre 2018 - 09:09

    Dubito molto sulla validità di questo marketing. I casi sono due, o la gente s'è completamente rimbambita, oppure queste care bottigliette resteranno negli scaffali di chi le vende. Mi piacerebbe molto sapere quante confezione di quest'acqua miracolosa ne sono state vendute.

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  • hallogram

    08 Ottobre 2018 - 23:11

    Brava. Bellissimo articolo. Divertente, ironico e senza invidia. Il mercato comunque lo facciamo noi. Se riusciranno a venderle le considerazioni da fare sono tante. Dalla bravura di chi fa markenting alla imbecillità di chi comprerà l'acqua custodita nella preziosa bottiglietta

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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