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Penelope

La "tempesta emotiva" del perito

Pena dimezzata per un uomo che ammazza la compagna. Fortuna che il pg farà ricorso

4 Marzo 2019

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Olga Matei la vittima

Strangolata a mani nude

Lui era geloso. Così geloso e ossessionato da essere in preda a una "tempesta emotiva". Poverino, va capito: non era in sé, troppo coinvolto dalla relazione, toccato da tante esperienze negative avute in precedenza, quindi il suo omicidio non è poi così grave. 

Così, in sintesi, dicono le motivazioni con cui la Corte d'Assise d'Appello di Bologna ha quasi dimezzato la pena a un 54enne italiano, Michele Castaldo, reo confesso dell'omicidio di una giovane mamma moldava, Olga Matei. Uno sconto da 30 a 16 anni, che fa discutere l'opinione pubblica, non solo femminile. La loro storia era cominciata da poco più di un mese, lui era cotto e ogni messaggio sul telefonino di lei era visto come una potenziale minaccia. Lei, però, aveva una vita normale: una bambina di 10 anni avuta dall'ex marito, un lavoro come commessa da un ottico, il desiderio di offrire a sua figlia un mondo migliore. Invece quel giorno Castaldo l'ha attesa fuori dalla porta di casa, con una scusa è riuscito ad entrare e, una volta dentro, l'ha buttata sul letto e le ha stretto le mani attorno al collo fino a ucciderla. Poi, in un goffo tentativo di suicidio, ha ingoiato un po' di aspirine prima di essere scoperto dalla polizia e arrestato. Ha subito confessato, il Castaldo, del resto tutte le prove portavano a lui. <Lei doveva essere mia e di nessun altro>, ha detto. La confessione è stata fatta anche a una cartomante da cui andava spesso per cercare spiegazioni ai suoi deliri di uomo disturbato. L'assassinio è del 2016. In primo grado i giudici gli hanno dato 30 anni, in Appello solo 16 perché Castaldo ha ucciso "in preda a una tempesta emotiva", ma che giustificazione è? Nessuno pensa a Olga, al male subìto? A quella bambina senza più la madre? Ora la procura generale di Bologna ha deciso di fare ricorso in Cassazione contro questa sentenza. Mentre il presidente della Corte d'Appello ha smentito il fatto che la gelosia sia stata considerata un'attenuante, casomai un'aggravante ha detto. Ma quell'uomo aveva problemi psichici e aveva subìto in passato il dramma dell'abbandono, eppure la frase del perito sulla  <soverchiante tempesta emotiva e passionale> non va giù. E non basta che la confessione sia arrivata subito. C'è una donna morta e un uomo che non pagherà abbastanza per ciò che ha fatto.  

Castaldo l'8 marzo ha tentato il suicidio in carcere ingerendo delle sostanze. 

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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