Cerca

Complimenti per la trasmissione

Modesta proposta: date lo Strega a Iannacone

Una bizzarra idea letteraria per "I dieci comandamenti"

11 Agosto 2018

0
Iannacone all'opera

Domenico Iannacone (quello pelato)

Da anni ritengo l’abilità reportagistica di Domenico Iannacone -metà inviato di rara spietatezza nel ventre del mondo, metà poeta- una fonte d’acqua limpida a cui dovrebbe abbeverarsi il nostro mestiere. 
Iannacone (autore dei 10 dieci comandamenti, Raitre e RayPlay) , che incontri l’aristocratico decaduto, il grande industriale o la boldracca ai bordi del Tevere prossima alla pensione, mantiene un sorriso paraculissino incastrato su una robusta narrazione buzzatiana. L’altro giorno, lo scrittore e critico Gian Paolo Serino ha suggerito che la « Letteratura civile dei “Dieci Comandamenti” non è alla Giovane Holding alla Saviano, non è spettacolarizzazione della ribellione da curriculum esistenziale e nemmeno una lezione di vita. È vita. Guardandola scoprite le paure e il buio nel quale tutti stiamo sprofondando». E, detto ciò, Serino ha ufficialmente chiesto a A Stefano Petrocchi, Direttore della Fondazione Bellonci Premio Strega di istituire un sezione ex novo del noto Premio sulla scrittura televisiva; e di darlo a Iannacone che «merita un Premio Strega per la capacità di scrivere sui led dei plasma alle pareti che troppo spesso abbiamo barattato con il sangue nelle nostre vene, di raccontare come un letterato in punta di penna la nostra storia». Ora, onestamente non so se augurare a Iannacone uno Strega. E, conoscendo la sua refrattarietà ai salotti , non ce lo vedo circondato da editori rapaci, aristocratici vezzosi e damazze di carità. Però sottoscrivo l’idea di un riconoscimento letterario alla «scrittura» della tv, a cominciare da certe serie per finire ai grandi servizi che scaldano le anime algide, appunto...
 
 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

media