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Complimenti per la trasmissione

La grande bufala della Clerici fuori dai palinsesti Rai

Come creare una non-notizia (e un nuovo contratto)

11 Luglio 2019

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Clerici afflitta

Antonella Clerici

E’ inquietante quanto una non-notizia opportunamente veicolata possa diventare una notizia e, al contempo, un grimaldello contrattuale.

Da un paio di settimane circola il ferale gossip secondo cui “Antonella Clerici sarebbe fuori dai palinsesti Rai”; la qual cosa ha infiammato i fans, mosso truppe parlamentari, sollecitato le proteste degli addetti ai lavori (Piersilvio Berlusconi ha affermato, di fatto, che se ne farà una ragione, noi pure). In realtà la Clerici reietta è una sonora bufala messa in giro in funzione anti-Marcello Foa, inventando un caso inesistente. La Clerici non è nei palinsesti perché farà programmi pregiati non serializzati one-shot come lo Zecchino d’oro e Telethon. Come è finita per fare l’anno scorso. Dopo due sue prime serate diciamo non esaltanti -Portobello e Sanremo Young- la Rai con la sua nuova governance ha deciso, banalmente, di puntare su altri conduttori. E’ nel suo diritto, ed è nel contratto della Clarici, “a disposizione delle’azienda”. Antonellina, che guadagna 1,5 milioni l’anno (uno sproposito rispetto ai suoi recenti risultati) ha sicuramente accettato gli ordini da saggia, contrita e dignitosa donna-azienda. E, ad una manifestazione di beneficienza, s’è perfino beccata una zaffata di humor macabro da un detrattore (“Ti hanno già preparato la lapide?”, post da Facebook). Solidarizzo, per carità. Ma poi penso che siamo noi cronisti, che abbiamo la memoria di un criceto e l’avidità dello scoop, ad aver fagocitato il nulla, nutrendo un gossip ad uso degli agenti delle star. Il risultato è che la direttora di Raiuno Teresa De Santis, ha annunciato, a margine dei palinsesti Rai, un programma inatteso, ad ottobre, per la signora platinata la quale intanto si sta giustamente godendo le vacanze. Capolavoro…


 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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