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Campagna anti-presidente

Russiagate, le nove (logiche) domande
che i media anti-Trump hanno seppellito

20 Maggio 2017

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Russiagate, le nove (logiche) domandeche i media anti-Trump hanno seppellito

Donald Trump, in missione all’estero per nove giorni a partire da oggi 20, si e’ lasciato alle spalle l’inchiesta sui (finora non dimostrati) nessi tra la sua campagna e i russi. Quando tornera’, ai primi di giugno riesplodera’ in cronaca il “memo” di James Comey, perche’ l’ex direttore dell’FBI ha accettato di testimoniare in Congresso sul pasticciaccio del suo “memo” personale scritto dopo aver incontrato il presidente, il 14 febbraio, alla Casa Bianca.

Ci sono tante domande sul documento, senza risposta e sepolte dalla retorica dei media anti Trump. Saranno al centro dell’inchiesta del superprocuratore Robert Mueller e delle commissioni congressuali che continueranno a indagare indipendentemente nei prossimi mesi. Ecco le principali, come le ha presentate Margaret Menge per Lifezette, il sito filoconservatore diretto da Laura Ingraham.

1=Dov’e’ il memo di Comey? Il documento non e’ in possesso del NYTimes che non lo ha neppure letto, ma ne ha scritto sulla base di estratti scelti dalla fonte vicino a Comey che glieli avrebbe letti.

2= Perche’ il Times non ha preteso di avere in mano il documento intero prima di scrivere un articolo di tale importanza? Le fonti talvolta mentono. Le fonti anonime talvolta mentono. Le fonti anonime non soffrono conseguenze quando mentono. Il NYTimes lo sa bene.

3= Perche’ il NYTimes non ha insistito che la fonte leggesse il memo per intero? Non sentendo il testo completo il giornale ha permesso alla fonte, o alle fonti anonime, di prendere frasi che potrebbero essere piu’ dannose se sentite fuori dal contesto. Il reporter Michael Schmidt del NYTimes ha in sostanza ceduto il suo potere di giornalista sulla storia, dando alla fonte il potere di decidere quale fosse la storia stessa.

4= Perche’ il NYTimes ha usato un linguaggio pesante, scrivendo che il presidente ha chiesto a Comey “di chiudere immediatamente (‘shut down’) l’indagine federale su Michael Flynn, l’ex consigliere della sicurezza”? La “interpretazione” del giornale e’ ben diversa dalla frase, peraltro quella selezionata dall’informatore anonimo e quindi sicuramente la piu’ grave e compromettente per Trump, che lo stesso NYTimes ha pubblicato nell’articolo: “Spero che tu possa capire chiaramente di poter lasciar morire questa faccenda, che tu possa lasciar andare Flynn”. Non e’ lo stesso che dire “shut down the investigation”.

5= Chi sono le fonti nell’FBI? Il Codice Etico della Societa’ dei Giornalisti Professionisti dice che i reporter devono “identificare le fonti chiaramente” ed enfatizza che “il pubblico ha il diritto al massimo di informazioni possibili per giudicare la affidabilita’ delle fonti” e dice che i giornalisti devono “considerare le motivazioni delle fonti prima di promettere l’anonimato”. Il NYTimes si riferisce solo a “due persone che hanno letto il memo”. Non basta. Chi sono? Perche’ e’ stato garantito loro l’anonimato?

6= Quali sono le motivazioni degli “spifferatori” che hanno parlato con i giornali? Il momento del rilascio delle informazioni, relativo a un ‘memo’ in cui Comey registra per se stesso gli appunti di un meeting di febbraio con Trump, e’ successivo al licenziamento di Comey. E il giorno e’ lo stesso in cui Trump ha twittato che era fin da gennaio che lui, Trump, chiedeva a Comey di “scovare gli spifferatori” nella comunita’ dell’intelligence. E’ dunque la vendetta la motivazione? O e’ la paura di una incriminazione e il desiderio di evitarla? Se Trump e’ danneggiato nella reputazione o minacciato di impeachment le chanche degli ‘spifferatori’ di finire indagati e sotto processo diminuiscono.

7= Perche’ il NYTimes scrive che il memo, che lo stesso quotidiano non possiede, non ha visto, e non gli e’ stato letto per intero, “e’ la piu’ chiara prova” che Trump “ha cercato di influenzare direttamente” l’indagine dell’FBI sui legami tra la campagna di Trump e la Russia”? Il giornale non puo’ sostenere quest’affermazione con quanto ha in mano, e l’accusa di “influenza” contraddice quanto il facente funzioni dell’FBI, Andrew McCabe, ha detto nella testimonianza sotto giuramento alla Commissione di Intelligence del Senato una settimana fa: “Non c’e’ stato, ad oggi, alcun tentativo di impedire la nostra indagine”.

8= Perche’ Comey ha scritto il memo? Se credeva che il presidente stava tentando di influenzare o di interferire nella indagine perche’ non lo ha reso pubblico?

9= Perche’ il NYTimes ha scritto che il meno e’ parte di una “documentazione che lui (Comey NDR) percepiva come tentativi impropri di influenzare l’indagine”? E’ stato lo stesso Comey a far avere il memo al giornale?

Sara’ indispensabile, per arrivare alla verita’, avere risposte complete ed esaurienti a questi interrogativi.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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