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Silvio e i suoi peracottai

Il PdL è solo Berlusconi, il resto non esiste.

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  Sulla Stampa di ieri, Ugo Magri raccontava testualmente che anziché brindare e ubriacarsi di gioia per la piega presa in Senato, il Cavaliere s'è rabbuiato in volto. Quasi gli avessero dato una ferale notizia. Berlusconi si mangia le mani perché «avrei certamente vinto se avessi iniziato la campagna un mese prima». E poi perché questo e se quest'altro. Infine, perché «se intorno a me non ci fossero tanti cacadubbi». L'avevo detto un mese e mezzo fa a Panorama.it che, da Santoro, lui era stata “la più lucida, geniale, folle prova che il PdL non esiste. E fossi Angelino mi darei all'ittica”. Stessa cosa a maggio 2012: “Sul serio, ma perché Berlusconi continua ad affidare le intuizioni sue ai peracottari che gli girano per casa?”. Invece, oggi, il dramma è che il quasi capolavoro assoluto elettorale del Cavaliere significa il ritorno degli Alfano, Cicchitto, Lupi e altri zeri politici, incapaci d'intendere nemmeno che possono ancora dire i loro piripiri in tv solo per essere stati riesumati (resuscitati è troppo) dal Teledio. L'unico che conosce a menadito la pancia vera dell'Italia, quella dove sta il cervello se la testa è fra le chiappe. Sociologia modello base: sorrisi, soldi e figa. Tradotto in italiese, voti. Con l'aggravante dell'elezione di Razzi e Scilipoti, del porcellum usato contro gli elettori. Roba da vomitare. Ne ho sventati personalmente almeno una decina, che in Abruzzo credevano di votare solo Quagliariello e invece avrebbero ingrassato Razzi. La vittoria non costare tanto schifo. Quanto a me, anarchico, ho votato ogni volta Berlusconi ma quest'anno, dopo le porcate e l'ennesima delusione programmatica in vent'anni, la croce alla Brambilla, capolista in Emilia Romagna, non gliel'avrei messa manco morto. Così, come promesso, mi sono suicidato sorridendo con Fare 2013. Che poi tanto suicidio non è stato, se è servito (come ha detto lo stesso Silvio) a togliere al PdL quello zerovirgola che ha impedito la vittoria piena degli impresentabili presenti e delle mignotte (copyright, quest'ultimo, di Vittorio Feltri). Dopo lo tsunami di Grillo, credo che il Palazzo crollerà e sarà bene, perché servono le macerie della Seconda Repubblica e il concime dei suoi corpi marci (quasi tutti ancora dentro) per vedere spuntare una pianta nuova e viva. Domani no, ma dopodomani sì, dài. Per noi. Twitter: @NazzarenoCarusi _____________________________ www.nazzarenocarusi.org www.facebook.com/nazzarenocarusi www.youtube.com/nazzarenocarusi  

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