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La Lega di lotta lascia le poltrone e cerca le stanze

a caccia di spazi

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E' partita la corsa all'ufficietto. Con il passaggio all'opposizione, i leghisti sono stati costretti a traslocare. Tra i senatori, hanno messo le tende al Palazzo dei Beni Spagnoli - dove alloggiano i partiti - l'ex ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli (che può contare su due segretarie) e l'ex viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli. Ha recuperato una stanzetta pure il sottosegretario uscente all'Interno, Michelino Davico. Grandi manovre pure a Montecitorio, dove gli ex sottosegretari Sonia Viale e Francesco Belsito non sono parlamentari ma stanno cercando di recuperare una scrivania. Belsito ci tiene particolarmente perché è anche amministratore federale nonché tesoriere della Lega, e tra le altre cose gestisce i rimborsi elettorali e altre cosucce non proprio di secondo piano. Roberto Maroni, invece, ha già trovato una stanza d'appoggio. I traslochi sono appena iniziati, perché i tagli alla politica hanno consigliato alla Camera di ridurre gli spazi dei deputati in quel di Palazzo Marini, una struttura a due passi da Montecitorio e dove pochi metri quadrati e un tavolino non si negavano a nessuno. La conseguenza è che alcuni onorevoli – non solo leghisti, ovviamente - abbandoneranno i locali per trovare alternative. I padani stanno già pensando a come riorganizzarsi negli spazi destinati al gruppo, in via Uffici del Vicario 21 e che sono letteralmente attaccati alla Camera. E' lì che ha uno spazio il capogruppo Marco Reguzzoni e – ovviamente – il leader Umberto Bossi. Ed è lì che sono organizzate le riunioni più importanti. Inutile dire che questi locali sono i più ambiti...

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