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Papà per undici minuti

La (finta) lezione francese

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>Ci sono papà che twittano la prima pappa della figlia (Francesco Facchinetti). E >papà (cito un collega incontrato in redazione) che a domanda: "come sta tua >figlia?" rispondono "vomita" e se ne vanno schifati. Detto questo esiste un >recente studio sulla paternità dell'Insee (non un marchio di cosmetici >ma l'istituto nazionale di studi statistici ed economici)  che svela un dato >interessante. In pratica sostiene che i papà italiani siano più infelici e >stressati dei francesi. Non aspettatevi disquisizioni sul welfare francese, o >analisi sociologiche sulla "vie en rose" applicata alla famiglia. La ricerca si >limita a  un mero computo dei tempi. E sapete cosa emerge? Che i papà >italiani sono più infelici dei papà francesi perché passano meno tempo coi >figli. Aspettate a fregarvene,  il meglio viene adesso. I papà francesi concedono undici minuti ai loro figli, i papà italiani otto o forse meno. La buona notizia, dicono i >professoroni (categoria di cui è meglio dubitare di questi tempi)  è che >rispetto a quanto dedicavano ai loro ragazzi nel 1975 c'è stato un aumento del 37, 5 per >cento. Chiaramente  "si tratta di un tempo tre volte e mezzo inferiore rispetto >a quello delle mamme che  sono a  disposizione dei figli trentotto minuti >abbondanti". Ora, o i francesi sono degli stronzi veri, ma a questo punto noi >siamo peggio, oppure i prof non la contano giusta. Siamo seri. Ci pensate  cosa può fare un padre >per un figlio in undici minuti della sua giornata? Può allacciargli le >scarpe la mattina e se ne va un minuto buono.Può chiedergli  come è andata a scuola >la sera, altri tre minuti. Un minuto per insultarlo se ha preso quattro. Zero >se è andata bene. Ah, potrebbe darsi che il ragazzo abbia bisogno di un >aiutino nelle tabelline .... altri sei minuti. Sommando le varie attività >arrivate comodi comodi agli undici minuti. Se questa è la Francia chissà l'Italia. Certo le >scarpe si possono sempre tirare in faccia al figlio, trenta secondi risparmiati; >il resoconto della giornata lo può fare mamma che ha il dono della sintesi, quattro minuti in meno. E  le >tabelline, dai le tabelline... CHISSENEFREGA se il ragazzino ci metterà una  vita a impararle. >Volendo condensare al massimo e diventare campioni di efficienza si può ridurre >il rapporto coi figli a un minuto abbondante della giornata, compresi il buongiorno e la >buonanotte. Certo i francesi fan miracoli, perché coi loro undici minuti da >capofamiglia, hanno ancora il coraggio di definirsi «sempre più coinvolti nell'educazione dei  figli e nel quotidiano». Ma signori sono >francesi e vanno a scuola da Sarkozy. E voi?Levatevi un peso e fatevi un esamino di coscienza.

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