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Pietro Senaldi contro la sinistra: "Aprite i porti e poi contate i morti. Così i dem usano questo migrante"

Pietro Senaldi
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Sbatti il morto in prima pagina. Per nascondere gli scheletri che hai nell'armadio. La maggioranza ieri si è aggrappata alla foto pubblicata da Repubblica di un profugo spirato su una zattera nel tentativo di raggiungere le nostre coste per alzare una cortina fumogena che nascondesse la fregatura che ci hanno dato i Benetton su Autostrade e quella che ci darà l'Europa sui finanziamenti per riprenderci dal Covid-19. La prima vicenda, se ci va bene, ci costerà 12 miliardi. La seconda un taglio dei trattamenti pensionistici e un allungamento della vita lavorativa. La foto suscita pietà e commozione, per la fine drammatica, indecorosa e solitaria di un essere umano. La sua strumentalizzazione da parte delle forze parlamentari che sostengono di stare con gli immigrati provoca invece rabbia. Quanto ai ragionamenti che sono nati dalla vicenda, essi portano solo sconforto. La sinistra ha reagito al morto spaccandosi sul rifinanziamento alla Guardia Costiera libica per combattere gli scafisti. Ventitré deputati della maggioranza hanno votato contro.

 

 

Della fronda fanno parte parlamentari di Pd, M5S e Leu, mentre Italia Viva si è pilatescamente astenuta. La risoluzione è passata grazie al centrodestra, la cosiddetta opposizione irresponsabile di Salvini e Meloni, tanto per intendersi. I frondisti chiedono che il governo torni alla politica delle frontiere aperte precedente all'era salviniana e argomentano la loro pretesa con la volontà di fermare i morti in mare. È del tutto evidente però che, se smettessimo di pagare i libici, essi lascerebbero via libera agli scafisti, i viaggi si moltiplicherebbero e il numero di profughi annegati aumenterebbe esponenzialmente. Il teorema di Fico, Boldrini, Delrio e Fratoianni, secondo il quale bisognerebbe sguinzagliare le navi delle organizzazioni non governative, affidando loro il ruolo di raccattare ogni disperato sul barcone come spazzine del Mediterraneo più che un piano umanitario è un tentativo di strage. Lo dicono i dati, in base ai quali, dopo l'approvazione del decreto Sicurezza, voluto dall'allora ministro dell'Interno, Salvini, i decessi di migranti sono calati del 52%, in linea con la diminuzione degli arrivi.

L'INGANNO MEDIATICO
 Adesso la maggioranza, per complicarsi la vita, medita di modificare la legge voluta dall'ex inquilino del Viminale. Il progetto è eliminare le multe milionarie alle imbarcazioni delle ong, portando la sanzione massima a 516 euro, depenalizzare il reato di collaborazione con gli scafisti e riattivare il sistema dell'accoglienza che fece ricche coop e associazioni cattoliche, pagate per ospitare i migranti e lasciarli bighellonare per mesi senza meta sul territorio. L'immagine di ieri del poveretto morto sulla zattera è funzionale a colpire l'opinione pubblica e piegare le resistenze della parte del governo contraria a questo harakiri.

La norma leghista infatti è molto popolare ed è alla base della vittoria elettorale del partito alle Europee dell'anno scorso. L'inganno mediatico è mettere l'immagine di un morto per fotografare una realtà che vede le vittime in diminuzione e spingere a dei cambiamenti che, anziché cancellare, moltiplicherebbero situazioni di questo tipo. Quel poveretto messo in mostra come gli impiccati nell'America di frontiera è il lugubre spot del ritorno al far west che il governo, smantellando il decreto sicurezza, sta preparando. Scafisti che stipano uomini, donne e bambini su zattere predisposte al naufragio e contattano le imbarcazioni delle ong perché vengano a soccorrere i malcapitati. Partenze incontrollabili dalle navi umanitarie, naufragi a decine e necessario impiego di mezzi militari. Porti italiani intasati, centri migranti che scoppiano e si trasformano in lager. Profughi in fuga per tutto il territorio nazionale.

Affaristi scatenati che si contendono la gestione del capitale umano proveniente dall'Africa. Finti samaritani che prendono i quattrini, se li mettono in tasca e trattano i migranti come pacchi. Malattie e povertà. Ritorno del Covid-19 in grande stile. Sceneggiate quotidiane di Boldrini, Fratoianni e compagni in Parlamento. Miliardi che non abbiamo spesi per non gestire l'accoglienza. Partner europei che ci accusano di non controllare la situazione e di esportare extracomunitari. Aumento degli episodi di razzismo da parte di una popolazione esasperata. Accuse di razzismo a chiunque non si dichiari pubblicamente pro immigrati perché, visto il degenerare della situazione, si impone di educare il popolo con severità e fermezza. Sanzioni Ue e sospensione degli aiuti perché siamo diventati una bomba umanitaria nel cuore dell'Europa. Questa foto è solo l'aperitivo. 

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