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Pietro Senaldi e il coronavirus: "Ecco tutte le balle sul Covid19, la psicosi da contagi fa danni"

Pietro Senaldi
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Qualche giorno fa aveva fatto scalpore la notizia di una bambina di cinque anni ricoverata in terapia intensiva con il Covid in Veneto. Anche noi di Libero l'abbiamo riportata dandole ampio rilievo. Ci aveva stupito l'età della paziente, perché neppure nei giorni più terribili della pandemia, a marzo e aprile, un minorenne era mai stato intubato. Malgrado qualche perplessità, abbiamo deciso di fidarci del circolo mediatico e delle agenzie che battevano la notizia con cinque stellette, per meglio evidenziarla. Mal ce ne incolse. Il governatore Zaia ha fatto sapere che la piccola è positiva ma è in terapia intensiva per tutt' altre ragioni rispetto al virus. A pensar male avevamo avuto ragione, abbiamo sbagliato a fidarci e ce ne scusiamo con i lettori. Riporto l'episodio perché emblematico della nuova psicosi da coronavirus che sta sconvolgendo il Paese. La maggioranza dei mezzi di informazione quotidianamente lancia allarmi e spara cifre, ma raramente fornisce argomenti utili a capire quanto sta accadendo. Fa solo il suo lavoro di scendiletto del potere: spaventa i cittadini, confonde e li prepara ad accettare qualsiasi decisione Conte e i suoi prenderanno sulla nostra vita a settembre, giustificandola con la nostra sicurezza. In Italia ieri, è stato annunciato, sarebbero morte di Covid nove persone e se ne sono contagiate 947, record mensile, su 72mila tamponi fatti. I quotidiani pubblicano le storie strazianti di chi ha perso i parenti in primavera e li ricorda su Faceboook ma è impossibile sapere chi è morto ieri e perché. Quanti anni aveva? C'erano situazioni patologiche gravi precedenti? Dove si è ammalato? Quanti dei nuovi contagiati stanno male? Dove si sono infettati? Sono italiani, immigrati, turisti di rientro da vacanze all'estero? Queste sarebbero informazioni utili che servirebbero a tutti noi ad avere una corretta idea della letalità e della circolazione del virus. Infatti si fa a gara a nasconderle, dando spazio a dati non interpretati e notizie spot che diano la sensazione di essere informati mentre in realtà disinformano.

 

 

L'epidemia dei sani - Sappiamo che l'età media dei contagiati si è abbassata a trent' anni. Bene, perché i più giovani sono quasi tutti asintomatici e si sono infettati per lo più all'estero, dove peraltro sta svacanzando anche il nostro ministro Gualtieri, in Grecia, tanto per dare il buon esempio. Eppure il dato viene riportato come una tragedia anche se non si ha notizia di giovanissimi in gravi condizioni. Ieri abbiamo scritto anche noi di Libero che circa il 2% dei contagiati è in ospedale. Sarebbe già un dato positivo rispetto alla primavera scorsa, quando il virus aveva una mortalità dell'1% e in ospedale ci andava il 20% dei malati. Ma la realtà è ancora migliore. Oggi infatti, a differenza che a marzo e aprile, il test del Covid viene fatto a chiunque sia ricoverato, per qualsiasi motivo. Molti positivi quindi non sono finiti in corsia a causa del virus ma sono asintomatici e si sono scoperti contagiati solo in quanto ospedalizzati per altre ragioni. Se non avessero avuto in programma un intervento per appendicite o non si fossero rotti un piede, nessuno avrebbe mai saputo che sono affetti da coronavirus e non sarebbero mai andati a gonfiare le cifre dell'allarme pandemia. Si sprecano titoli allarmistici quando quello più calzante sarebbe l'epidemia dei sani: tutti positivi ma per lo più in buone condizioni.

Niente negazionismo - Non scriviamo questo perché ambiamo finire nel girone dei negazionisti, cosa estremamente semplice visto che i fanatici del Corona ci hanno messo perfino i medici Zangrillo e Bassetti, che pure hanno salvato centinaia di vite umane rischiando la loro salute in ospedale e non digitando sulla tastiera in Internet. Semplicemente riteniamo compito dell'informazione fare chiarezza. Come ci ha detto il professor Remuzzi, una delle massime autorità medico-scientifiche italiane, l'aumento dei contagi era atteso, perché il virus ha aumentato la propria trasmissibilità, ma la situazione in Italia è sotto controllo, perché esso in questo momento è meno aggressivo. Tra due settimane le cose potranno peggiorare ma ora sta andando bene. Chi dice il contrario lo fa solo per preparare il terreno al governo, a cui gonfiare l'allarme fa tanto bene perché gli fornisce un pretesto per non riaprire le scuole e magari non farci votare alle regionali. Conte e i suoi hanno schierato gli eserciti: è partito il fuoco di copertura, un bombardamento di cassandre che ci impaurisce, ci fa tenere la testa bassa e ci impedisce di sapere come davvero stanno le cose. D'altronde, se davvero pensassero di essere alla vigilia di una nuova Apocalisse, cosa ci farebbero il premier e i suoi ministri in ferie? Saranno pure una banda di baluba, ma farsi fotografare a mollo come papere mentre è in arrivo la bufera sarebbe troppo perfino per Azzolina, Bellanova, Conte, Di Maio e compagni.

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