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Luigi Di Maio tra i morosi M5s, anche lui non paga Davide Casaleggio: rottura definitiva

Azzurra Barbuto
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L'onestà è andata a fanculo. A denunciare scorrettezza ed inaffidabilità dei pentastellati è proprio il loro sovrano, Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau a cui gli eletti del Movimento si sono vincolati a versare 300 euro al mese ciascuno per la gestione della piattaforma omonima, che ha il compito, come si legge sul sito medesimo, di promuovere la democrazia digitale. I cinquestelle dunque fanno i furbetti e Davide minaccia: «Come vi ho fatti vi disfo». Casaleggio, il quale non ci ha visto più dalla rabbia, ha inviato agli iscritti una mail in cui rende noto che, «a causa delle protratte e gravi morosità di diversi portavoce del Movimento 5 Stelle che da troppi mesi hanno deciso di venire meno agli impegni presi», la piattaforma Rousseau subirà una «progressiva riduzione di alcuni servizi e strumenti le cui spese di funzionamento, in assenza di entrate previste, non risultano ovviamente più sostenibili».

Insomma, i grillini vogliono tagliare i parlamentari, al fine di ridurre i costi della politica, e poi puntano pure a ridurre gli stipendi degli onorevoli e intanto cosa fanno? L'unica cosa che sforbiciano sono le uscite, quelle personali. Che ingrati! Se non fosse stato per Casaleggio sarebbero ancora a vendere patatine allo stadio, o disoccupati, o a casa con mamma e babbo, eppure i 300 euro al mese col cavolo che li sborsano. Non se ne parla proprio! ministri e volti celebri Spulciando l'elenco complessivo dei contributi ricevuti nel 2019 dall'Associazione presieduta da Davide, si scopre che tra i morosi, gli imprecisi, gli astuti, i disonesti ci sono pure volti celebri del Movimento, quei personaggi che si indignano facilmente per l'altrui condotta e mai per la propria, i classici predicatori del bene che poi razzolano malissimo. Traete voi le conclusioni.

 

 

Nel 2019 Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, ha versato soltanto 7 mensilità su 12. Lucia Azzolina, attuale ministro dell'Istruzione, 11, come l'allora ministro del Sud, Barbara Lezzi. Lorenzo Fioramonti, sempre nel 2019, ne ha versate 7, tra cui una di 200 (febbraio 2019), anziché di 300 euro (a gennaio una di 350). Distrazioni! Giarrusso Mario, 6. Giulia Grillo, nel 2019, quando era ministro nel governo gialloverde, ha saldato una sola mensilità. Anche il senatore Gianluigi Paragone, che allora non aveva ancora abbandonato il Movimento, lo scorso anno ha ottemperato a 9 mensilità su 12. Piloni Vittorio è stato il più zelante, non ha fatto 12 versamenti, bensì 14. Peccato che fossero tutti di 100 euro anziché di 300. Sempre meglio di Grotti Alberto, che ha rispettato le 12 mensilità, però pagando 50 euro piuttosto che la cifra piena. Davide Tripiedi, 7. Simone Valente, 5. Ranieri Gianluca, 4. Rizzo Gianluca, 3. Pignatone Dedalo Cosimo, un pagamento soltanto, come Elena Fattori, Fedele Giorgio, Muscara Maria, Novelli Valerio, Lorenzoni Gabriele, Giannone Veronica e Giannarelli Giacomo, il quale però ha fatto un bonifico di 35 euro anziché di 300. Rocchi Giovannino 2, di cui una di 500 e l'altra di 30 euro. Quest' anno le cose non vanno meglio.

Sono numerosi i parlamentari, senatori e ministri che non restituiscono a Rousseau un quattrino addirittura da aprile. Ecco i nomi: il capo politico del M5s Vito Crimi; il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nonché il sottosegretario di Stato agli Esteri Manlio Di Stefano, quello che crede che Beirut si trovi in Libia e non in Libano; il ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone; il presidente della Camera Roberto Fico; il sottosegretario al ministero dell'Interno Carlo Sibilia; il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro; il ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora; il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo; il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri; le deputate Federica Dieni, Emanuela Del Re e Lucia Scanu; la senatrice Silvana Giannuzzi; l'ex ministro del Sud Barbara Lezzi; il senatore, considerato saggio poiché insegnava filosofia nei licei, Nicola Morra; i deputati Davide Crippa, Alberto Manca, Luca Carabetta e Sergio Battelli, quest' ultimo è finito di recente al centro di una polemica in quanto è stato eletto presidente della Commissione Affari Europei pur avendo la licenza media. uno strano voltafaccia Più virtuosi l'ex ministro Danilo Toninelli e il viceministro dell'Economia Laura Castelli, che non elargiscono i dovuti 300 euro da maggio, nonché il ministro Bonafede, il quale non lo fa da giugno. Tra gli inadempienti accaniti l'ex ministro della Salute del governo Conte I, Giulia Grillo, che non versa la quota da gennaio 2020 (e l'anno precedente, come avevamo ricordato poc'anzi ne aveva versata solamente una); Sergio Vaccaro, come Michele Sodano, dal novembre del 2019; Paola Taverna, dal dicembre del 2019, come Carlo Ugo De Girolamo e Daniele Del Grosso; la senatrice Marinella Pacifico, da maggio 2019. Strano che Taverna sia stata sempre puntuale nel corso del 2019 e poi del tutto inottemperante nel 2020. Forse avrà un po' di risentimento nei confronti dei vertici del Movimento? Vatti a fidare dei grillini. Come ti comprendiamo, Davide! Mandali a casa pure tu.

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