Cerca
Logo
Cerca
+

Paolo Del Debbio? "Se li è bevuti tutti, come è diventato una colonna a Mediaset": Feltri svela ciò che nessuno sa

Vittorio Feltri
  • a
  • a
  • a

Ora che sono vecchio mi rendo conto di essere un uomo fortunato. Da qualche tempo mi capita perfino di leggere un buon libro e non resisto alla tentazione di commentarlo sui giornali per i quali distrattamente lavoro. Ormai non faccio che maneggiare volumi, è il modo più semplice per vincere la noia. L'ultimo testo che ho compulsato, edito da Piemme, è firmato da un mio amico caro, Paolo Del Debbio. Il titolo è le Dieci cose che ho imparato dalla vita. Dieci sono tante e costituiscono un patrimonio. Io ne ho assimilate molte meno pur avendo una maggiore età. La più importante che ho appreso è che nella nostra esistenza valgono solo due cose: la salute e il denaro. Il quale denaro serve prevalentemente a evitarti rotture di scatole. Paghi e amen, problema risolto.

 

 

Per il resto basta aver ricevuto in famiglia una buona educazione, un'impronta indelebile. E l'autore in questione ha avuto la buona sorte di "scegliersi" genitori e fratelli di ottima estrazione anche culturale. La storia di Paolo è a tratti entusiasmante. Egli è nato in un contesto modesto, ma fin da piccolo ha respirato aria pura e ciò gli ha consentito di crescere come fosse un principe. Ha studiato bene, molto bene, si è laureato in filosofia, è diventato professore universitario e da Lucca, la sua città, ha spiccato subito il volo verso Milano dove è diventato qualcuno. La sua fatica è stata tanta, ma quando viene affrontata con lo spirito tipico del provinciale intelligente non pesa al punto di paralizzarti, anzi, la sofferenza aiuta a superare grandi difficoltà. Il nostro non è un eroe, semplicemente è un uomo solido che si è piazzato con le proprie forze nel bel mezzo della mischia degli intellettuali, la maggior parte dei quali si fa spingere dalle raccomandazioni. Del Debbio si è spinto da solo ed è arrivato in alto senza dover ringraziare nessuno tranne se stesso.

 

 

I PRESOCRATICI 
Giovanissimo affianca come ausiliario Fedele Confalonieri, un genio con una caratteristica peculiare: se ti può fare un piacere stai certo che non te lo fa. Ti costringe ad arrangiarti. E Paolo si è arrangiato conquistandosi il podio allorché ha scritto lodevolmente il primo programma di Forza Italia, il partito creato dalla mattina alla sera da Silvio Berlusconi. Un lancio così ha consentito a Del Debbio di prendere il volo non solo in politica, bensì pure in televisione ergendosi a campione di ascolti. Oggi conduce un programma, il primo talk show, Dritto e rovescio, con abilità consumata ed è una colonna di Mediaset. Forse mi fa velo l'amicizia, ma questo personaggio affabile e cordiale riesce a domare il suo pubblico con il sorriso e l'intelligenza. È amato e seguito. La sua dote di comunicatore collide un po' con la sua preparazione scientifica nettamente più importante di quella di coloro che lo seguono, compreso me stesso. Anche io ho tentato di studiare filosofia, ma mi sono fermato ai presocratici, che hanno detto tutto ciò che mi interessava. I pensatori che sono venuti dopo mi sono sembrati rimasticatori e non li ho seguiti con sommo interesse. Paolo invece se li è bevuti perché è più sapiente di me, che sono un semplice scrivano. È utile leggere il suo libro per imparare a stare al mondo.

 

 

Dai blog