Roma, 26 mag. (Adnkronos/Ign) - 'Nel nome di Melissa' in migliaia si sono dati appuntamento a Brindisi per partecipare al corteo in ricordo della studentessa di 16 anni dell'istituto superiore 'Morvillo-Falcone' uccisa da un'esplosione sabato scorso davanti alla scuola. In mattinata nell'atrio della scuola è stata celebrata una messa. In testa al corteo uno striscione degli studenti dello stesso istituto con la scritta 'Io non ho paura'. 'Umiliati, offesi ma in piedi' si leggeva su un altro striscione. 'Quello di Melissa non può essere considerato un 'sacrificio' ma una ingiustizia' hanno scritto in un volantino gli studenti del Liceo di Scienze Umane Economico-Sociale e Linguistico 'Palumbo' di Brindisi. Tra i partecipanti al corteo anche una bimba di 3 anni e mezzo, insieme ai genitori, che indossava una maglietta con scritto: 'Non voglio crescere nella paura'. Molti giovani che hanno partecipato alla manifestazione si sono colorati le mani. 'Voi della tv speculate, ora state zitti e ascoltate' il testo di uno striscione sul palco dal quale in piazza Vittoria a Brindisi sono intervenuti i giovani studenti. Anche un rappresentante dell'Arci ha invitato a smetterla con le interviste ai mafiosi. Dal palco del corteo le parole di una studentessa dell'istituto 'Morvillo-Falcone' di Brindisi. "Quel sabato maledetto c'è crollato il mondo addosso, ancora non ci sembra possibile tutto questo. Abbiamo paura a superare quel cancello" ha detto la ragazza. "Ci chiediamo: perché proprio a noi? - ha aggiunto - La scuola dovrebbe proteggerci dalle cose brutte. Chi ha causato tutto questo deve pagare. Abbiamo il dovere di far capire che noi ragazzi del Sud abbiamo gli stessi valori e soprattutto gli stessi diritti degli altri". Un altro studente, sempre della stessa scuola, ha ricordato che Melissa "non aveva colpe come anche gli altri ragazzi feriti. Dobbiamo essere liberi di parlare, è tutto nelle nostre mani già da adesso. Dobbiamo avere la consapevolezza che possiamo uscire vittoriosi da questo periodo buio. Lo dobbiamo a Melissa e alle altre ragazze cui è stata rovinata la vita. Lottiamo per il nostro futuro - questo l'invito dello studente - difendiamo la scuola". Dal palco di piazza Vittoria è stata anche letta da uno studente, Gianluca, una lettera di un'amica di classe di Melissa. "Mi sento miracolata e questo mi fa rabbia. Sarei potuta essere io al suo posto", scrive Sara. "Morire senza un perché con una vita davanti, colma di pensieri e progetti, è imperdonabile. Però non si può sovrapporre violenza ad altra violenza". "Siamo innocenti e nonostante questo paghiamo per voi - conclude rivolgendosi agli autori, ancora misteriosi dell'attentato esplosivo - che ogni giorno distruggete i nostri sogni". "Ti ricorderò ogni giorno che salirò su quell'autobus", ha scritto un'altra ragazza in un secondo messaggio letto sul palco. Dal palco sono intervenuti anche un rappresentante degli studenti giunti da Napoli, uno degli studenti di Mesagne ed esponenti delle associazioni che hanno collaborato nell'organizzazione della manifestazione tra cui quello di Arci-Libera, di Avviso Pubblico e della Rete della Conoscenza. Alla manifestazione e poi in piazza erano presenti circa 5000 persone. L'attentato "ci ha spaventati ma non ci fermiamo" ha detto Francesca, studentessa del liceo scientifico 'Fermi' di Brindisi, coordinatrice dell'Unione degli studenti della città pugliese, parlando con i giornalisti prima dell'inizio della manifestazione. "Vogliamo dare un segnale forte da parte di questo territorio per un riscatto e contro un gesto che è figlio di una cultura dell'illegalità e della cultura mafiosa - ha aggiunto - La mobilitazione non finisce oggi". "Questo è un punto di partenza - ha sottolineato da parte sua Martina Carpani, presidente della consulta provinciale degli studenti e coordinatrice dell'Uds - Quel gesto non ci ha fermato, vogliamo andare avanti. Indipendentemente dalla matrice di quel gesto vogliamo lottare contro la violenza, contro l'individualismo e contro la cultura criminale". "Siamo qui per determinare la rottura del silenzio e della paura che si è voluta imporre agli studenti e alla scuola attraverso questo attacco e questa bomba al 'Morvillo-Falcone'" ha detto Francesco Pagliarulo, dell'Unione degli studenti pugliesi. Questa manifestazione è stata organizzata "perché non si parli più di Brindisi come una città dove fanno esplodere le bombe e dove c'è la Sacra corona unita ma di una città dove la società civile e gli studenti sono in grado di costruire un riscatto", ha aggiunto. Per il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, che ha aspettato il corteo in piazza Vittoria, "questa manifestazione è una bella risposta di democrazia e di partecipazione. Questa reazione c'è stata perché i ragazzi hanno deciso dal primo momento di rispondere". "Lo slogan racchiude tutto - ha osservato - e cioè io non ho paura. E i ragazzi di Brindisi e di tutta Italia non hanno avuto paura. Siamo riusciti ad esorcizzare questo terrore attraverso una forma di impegno sociale. Questo Paese nella tragedia è tornato unito". "Fino a 15 anni fa questa città era conosciuta come 'Malboro City' - ha detto ancora il primo cittadino parlando con i giornalisti - Ora vogliamo trasformare Brindisi nella capitale della cultura della legalità attraverso un evento nazionale da tenere ogni anno durante il quale mettere in risalto le buone pratiche della cultura della legalità".




