(Adnkronos) - "Nel 2012 - conclude Rocchi - abbiamo visitato oltre 750 pazienti, una parte dei quali sono stati esaminati anche sotto il profilo neuropsicologico, un aspetto influenzato da numerosi fattori tra cui patologia che sottende l'epilessia, eta' di esordio, durata, tipo e frequenza delle crisi, trattamento farmacologico o chirurgico. Il ruolo sempre piu' determinante dell'approccio neuropsicologico e i recenti sviluppi nei modelli cognitivi con metodiche di neuroimaging, rappresentano gli strumenti che ci permettono di comprendere i meccanismi responsabili del danno cognitivo, anche in rapporto al monitoraggio degli effetti del trattamento farmacologico o chirurgico, alla definizione della zona di origine della crisi, alla qualita' della vita e ai comportamenti del paziente".




