Roma, 8 mag. (Adnkronos) - "In merito alle decisioni in via di definizione e non ancora ufficializzate, circa il destino dell'ospedale 'Padre Pio' di Bracciano nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, riteniamo opportuno fare alcune considerazioni di merito, finalizzate a comprendere meglio quale possa essere la giusta strategia per la politica sanitaria del nostro territorio". Inizia con queste parole la lettera aperta, indirizzata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Regione Lazio e Commissario per la Sanità Nicola Zingaretti sulla riconversione dell'ospedale Padre Pio di Bracciano, firmata dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala, dal sindaco di Anguillara Francesco Pizzorno, dal sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta, dal sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, dal sindaco di Manziana Bruno Bruni, dal sindaco di Canale M. Angelo Stefani, dal sindaco di Trevignano R. Massimo Luciani e dal comitato per la difesa dell'Ospedale Padre Pio. "L'ospedale 'Padre Pio' - prosegue la lettera - che dispone di circa 14.500 mq e che in passato ha avuto sino a 150 posti letto, è attualmente un ospedale sede di pronto soccorso con n. 66 posti letto e con le tre specialistiche di base che la legge prevede debbano esistere per essere considerato sede di Pronto Soccorso, ovvero Medicina Generale, Chirurgia ed Ortopedia. L'ospedale è dotato di sale operatorie recentemente realizzate, due posti letto di Terapia Sub Intensiva Post Operatoria, un reparto di Radiologia recentemente ristrutturato e dotato di Tac acquistata recentemente, un laboratorio analisi, ambulatori specialistici vari, una centrale di sterilizzazione da poco ultimata e un reparto di dialisi". "La riconversione della struttura proposta - spiega ancora la lettera - significherebbe eliminare i posti di degenza, limitare gli interventi chirurgici a quelli di elezione, cioè interventi programmati, non poter più effettuare interventi in urgenza, quelli cioè in grado di salvare vite umane, e soprattutto essere fuori dalla rete dell'emergenza sanitaria regionale e conseguentemente non avere più i requisiti necessari per essere sede di pronto soccorso. Già nel recente passato la Presidente Polverini, con il Decreto 80, ha provato a riconvertire questa struttura, senza peraltro riuscirci". (segue)



