Venezia, 15 mag. (Adnkronos) "Dalla lapidazione delle adultere, dalla legge del taglione, dall'infibulazione delle bambine, dalla negazione alle donne dei diritti allo studio, alla salute e persino alla patente, siamo rapidamente passati alla condanna a morte per apostasia di una povera ragazza incinta di 8 mesi. Non possiamo permetterlo! Dobbiamo mobilitarci tutti!". È sdegnata la reazione del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia alla notizia che un tribunale sudanese ha condannato alla pena capitale - preceduta da 100 frustate - una donna cristiana, figlia di un padre musulmano e di una madre cristiana. "È ripugnante! Occorre che immediatamente ci mobilitiamo a ogni livello - aggiunge il Presidente - e che si mobilitino tutte quelle coscienze politicamente corrette che pensano che la confessione religiosa sia sempre sinonimo di pace e fraternità e non invece di torture e pratiche abominevoli, che pensano che integrazione sia sempre e soltanto cedere a ogni sollecitazione proveniente dagli integralismi di vario tipo". " No, l'integrazione è il rispetto rigoroso delle libertà di ciascuno - ha concluso il Governatore - indipendentemente dal credo politico e religioso. Mi chiedo se nei paesi dove si praticano queste barbare leggi, dove i liceali vengono rapiti per convertirli, ci sia la stessa attenzione verso i diritti civili, umani e religiosi dei diritti degli altri".



