Taranto, 23 mag. (Adnkronos) - "Finora ho sempre letto e sentito che le vittime sono ex operai e i condannati ex dirigenti, con lo schematismo di sempre. Non è così. Tra le vittime c'è sicuramente un dirigente e forse degli impiegati". Lo afferma l'ingegner Biagio De Marzo, già dirigente dell'Italsider di Taranto e gia' membro del Comitato per Taranto e presidente di Altamarea, il gruppo di associazioni che qualche anno fa si riunì nella battaglia contro l'inquinamento provocato dal siderurgico, a proposito della sentenza pronunciata oggi dal Tribunale jonico sulla questione esposizione all'amianto. "Al termine della lettura del lunghissimo dispositivo della sentenza - spiega - alcune delle persone presenti hanno applaudito. Quell'applauso mi ha procurato una grande amarezza ed ho guardato la figlia di una delle vittime di quella tragedia. Lei non ha applaudito ed aveva le lacrime agli occhi. Sono certo che pensava a suo padre ed anche ad alcuni condannati che erano stati colleghi ed amici di suo padre, come me". "Rispetto assoluto e umana solidarieta' alle vittime e ai loro famigliari - sottolinea - ma anche un briciolo di considerazione per uomini, oggi quasi ottantenni, che, molti anni fa, impegnati su tutti i fronti di un'azienda immensa e complessa com'e' lo stabilimento siderurgico di Taranto, non hanno scongiurato il pericolo o ridotto drasticamente gli effetti malefici di alcune lavorazioni che avvenivano nello stabilimento. Essi sono stati riconosciuti responsabili di quanto e' avvenuto nello stabilimento ma non di aver operato con la volonta' di procurare danni mortali ai propri collaboratori. Occorre silenzio e raccoglimento, non applausi", conclude De Marzo.




