Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Morte presunta: la dichiarazione per Ylenia Carrisi e' stata presentata presso il tribunale di Brindisi da suo padre, Al Bano, a ben venti anni dalla scomparsa negli Usa dell'allora ragazza, il 6 gennaio del 1994 all'eta' di 23 anni. Un passo formale ma non per questo meno doloroso e che sicuramente riapre una ferita che per i genitori, lui e Romina Power - da anni separati e divisi anche su questa decisione presa dal cantante pugliese - non puo' certo rimarginarsi. "Io penso di sapere quello che e' successo e come e' successo, anche se mi fa ancora male parlarne e preferisco tacere", ha commentato all'Adnkronos Al Bano, dopo la firma apposta sulla dichiarazione in tribunale. "Ai miracoli, da buon cattolico, ci credo ma oramai sono passati vent'anni e non mi faccio alcun tipo di illusione, anche se una fiammella fioca e piccolissima di speranza devo sempre tenerla accesa. Siamo sempre tutti nelle mani di Dio". Al Bano ha tenuto a sottolineare che "era un passo dovuto, imposto dalla legge, perche' dopo 10 anni dalla scomparsa di un membro familiare si ha l'obbligo di fare una dichiarazione di morte presunta; e sottolineo presunta. Io non l'ho fatto dopo 10 anni ma lo sto facendo a distanza di 20 anni dalla scomparsa di mia figlia Ylenia, ovvero ho fatto passare il doppio del tempo previsto". (segue)




