(Adnkronos) - Il viaggio è poi proseguito verso la Tenuta di San Rossore, che nei giorni della Route nazionale rimane chiusa al pubblico, e nella quale gli animali hanno fatto il loro ingresso a piedi percorrendo le piste sabbiose delle "diritture" dei Cotoni e salutando così i 30.000 scout. Alle sciocche battute di chi ironizza su questi animali non conoscendone le radici storiche e la valenza ambientale, la risposta dell'Ente Parco è pronta: questi curiosi animali potranno contribuire al rilancio di San Rossore come mèta di attività di educazione ambientale e soprattutto di ripristino dell'ecosistema dunale attraverso mezzi sostenibili. L'utilizzo di animali per la pulizia delle spiagge, come ha mostrato un recente studio del Dipartimento di biologia dell'Università di Pisa del quale si è parlato persino sulla stampa nazionale, può infatti essere attuata senza alcun pregiudizio per la vegetazione presente anche all'interno di aree a tutela integrale; nella Tenuta di San Rossore, a maggior ragione, oltre all'utilizzo dei cavalli, essa sarà d'ora in poi svolta anche con l'aiuto dei dromedari, che trasporteranno quintali di rifiuti raccolti in spiaggia senza alterare minimamente l'ecosistema. La clinica di veterinaria dell'Università di Pisa, che si prende cura del patrimonio zootecnico del Parco, garantirà anche il benessere e la sicurezza sanitaria dei dromedari; la loro storica presenza anche nella zona di Coltano, ha garantito il mantenimento di una certa tradizione anche per quanto concerne gli aspetti veterinari, tanto che il prof. Francesco Camillo dell'Ospedale didattico veterinario di San Piero a Grado, ha già assicurato la propria assistenza persino nel programma di fecondazione artificiale delle femmine, per lo sviluppo del gruppo di animali della Tenuta. Presto quindi, è auspicabile anche qualche nascita di piccoli a San Rossore.


