Brindisi, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Giovanni Vantaggiato è nelle condizioni psichiche di "stare" nel processo che lo vede imputato per l'attentato alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi, avvenuto il 19 maggio scorso, nel quale morì la studentessa di 16 anni Melissa Bassi. Lo ha deciso la Corte di Assise di Brindisi che ha respinto la richiesta dell'avvocato Franco Orlando, legale dell'imputato, di una perizia psichiatrica super partes sulla capacità del suo assistito di seguire le udienze. Invece sulla richiesta da parte del legale di una perizia psichiatrica relativa alla capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento del delitto, la Corte si è riservata una decisione rimandandola eventualmente ad una fase successiva alla trascrizione delle intercettazioni. In queste ultime emergerebbe, secondo la Procura, una volontà preordinata da parte dell'imputato di apparire incapace di intendere e di volere. Respinta anche la richiesta di acquisizione delle cartelle cliniche su Vantaggiato redatte nelle carceri di Lecce e di Bari. La Corte di Assise ha nominato un perito che si occuperà della trascrizione delle intercettazioni. Inoltre la Corte di Assise, come richiesto dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, ha sospeso i termini di custodia cautelare. Per l'avvocato Orlando "l'atteggiamento tenuto da Vantaggiato e che emerge nelle intercettazioni non è altro che la giustificazione di quello che noi chiediamo e che sosteniamo circa la sua incapacità di intendere e di volere". "Che Vantaggiato abbia la mente deviata con evidenti problemi di carattere psichico - ha aggiunto - questo è indiscusso e fuor di dubbio. Proprio le affermazioni che lui rende alla moglie a proposito di questa ipotetica strategia sono la riprova di quello che noi stiamo affermando". Alla seconda udienza del processo erano presenti in aula, oltre all'imputato, i genitori di Melissa, alcune delle ragazze che rimasero ferite nell'esplosione alla scuola e la vittima di un precedente attentato, rimasto anche lui gravemente ferito. Al termine dell'udienza il legale di parte civile della famiglia Bassi, l'avvocato Fernando Orsini, ha ricordato che "l'imputato, qualche giorno prima che iniziasse il giudizio, mi pare il 15 gennaio, ha espresso, come suo diritto, attraverso il proprio difensore la volontà di voler partecipare a tutti i costi al suo processo. Credo che il fatto di potersi relazionare e di capire che cosa avviene intorno a lui sia uno dei sintomi evidenti e uno degli elementi" che ha convinto la Corte sulla sua capacità di stare in giudizio. "Questo è un elemento - ha aggiunto Orsini - che la Corte, seppure non lo ha detto nell'ordinanza, ha tenuto in considerazione. Nonostante il consiglio contrario del difensore, l'imputato non ha voluto sentire ragione pur di essere presente in aula. Questo significa che ha compreso di che cosa si trattava". Quanto al fatto che la Corte si è invece riservata una decisione sulla richiesta di perizia psichiatrica circa la capacità di intendere e di volere di Vantaggiato al momento del delitto, l'avvocato Orsini ha spiegato di avere la certezza che "questa capacità c'è, almeno secondo quanto emerge dagli atti a disposizione. Prendiamo atto della decisione della Corte di riservarsi fino all'esito della trascrizione delle intercettazioni". Nella prossima udienza, che si terrà giovedì 31 gennaio, sono 16 i testimoni chiamati a deporre dall'accusa. Tra loro ci sarà anche una delle ragazze ferite nell'attentato.




