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Inchiesta bus, Alemanno si difende: ''Non riguarda questa amministrazione''

domenica 27 gennaio 2013
Inchiesta bus, Alemanno si difende: ''Non riguarda questa amministrazione''

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Roma, 26 gen. (Adnkronos) - "Credo sia dovere del sindaco cercare di spiegare questa situazione che non può, ripeto non può, riguardare questa amministrazione". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, appena rientrato dal viaggio in Terra Santa, in una conferenza stampa in merito al presunto coinvolgimento della sua segreteria sull'appalto di una commessa di 45 bus. "Chiunque può dire, millantare e fare qualsiasi cosa usando questo o quel nome - ha sottolineato Alemanno - ma è inaccettabile usare il nome della nostra amministrazione, di Alemanno e dei suoi collaboratori per rimbalzare sui giornali. E' davvero inaccettabile". "Alcune persone hanno anche chiesto le mie dimissioni senza neanche aver visto le carte - ha proseguito - Vorrei evitare di gettare l'amministrazione nella rissa elettorale di questi giorni. Lasciamo lavorare la magistratura - ha detto - Quello che chiedo è di avere quella prudenza e quella responsabilità che permetta di non trasformare ogni vicenda in un polverone mediatico". "La mia amministrazione non può in alcun modo aver influenzato questa gara" per la fornitura dei bus perché "la vicenda risale al 2008, prima della mia elezione", ha dichiarato il sindaco di Roma. Alemanno ha spiegato che quando è iniziato l'iter del bando di gara, nel gennaio 2008 "io non ero ancora stato eletto, la mia amministrazione non c'era e nemmeno si poteva pensare che io vincessi le elezioni. Quindi tutto questo non è stato fatto da noi". Facendo poi riferimento alle parole dell'imprenditore Edoardo D'Inca' Levis, il quale avrebbe dichiarato che la tangente era destinata alla segreteria di Alemanno, il sindaco ha tenuto a sottolineare la necessità di chiedere a "questo signore perché ha citato la mia segreteria, perché dice ora questo". "Perché vengono fuori queste storie chiedetelo a lui - ha ribadito il sindaco - prima si è detto che Mancini era stato nominato ad dell'Ente Eur come contropartita per l'intermediazione, poi che aveva preso la tangente, ora si dice che c'entra la mia segreteria e fra un po' verrà fuori che è stata mia madre". Inoltre "sono convinto che Mancini non sia coinvolto in questa vicenda. A che titolo viene messo in mezzo? E poi è stata una persona importante nella mia campagna elettorale". Alemanno ha poi annunciato: "Mi ricandiderò. Non intendo tornare indietro per delle affermazioni confuse. Andrò avanti per la mia strada. Tutto ciò non influenzerà la mia campagna elettorale". "Sono convinto - ha aggiunto - che i romani non si faranno influenzare da queste sciocchezze. Capiranno la mia estraneità a tutto questa vicenda". In una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma, osserva: "E' patetico che il sindaco per coprire le responsabilità sicuramente politiche e vedremo anche se giudiziarie della sua amministrazione alzi polveroni senza senso. Quando governavano le giunte di centrosinistra si facevano appalti per fornire servizi ai cittadini. Ora non ci sono servizi, ma solo tangenti" Intanto, la procura di Roma ha avviato una rogatoria in Svizzera per ricostruire i movimenti di denaro che sarebbe servito a pagare la presunta tangente per l'acquisto di 45 filobus. A effettuare le verifiche sui conti saranno i militari della Guardia di finanza. Nell'inchiesta sono coinvolte sei persone. Edoardo D'Inca Levis, l'imprenditore italiano residente a Praga arrestato circa un mese fa con l'accusa di aver fatto da mediatore nell'operazione, ha tirato in ballo la segreteria del sindaco Alemanno.