(Adnkronos) - La citta' era stata divisa in ventisei settori. In ognuno di questi era operativa una squadra con uno o piu' camion che si muoveva in base ad un elenco di nomi su cui era indicato l'indirizzo di ogni famiglia ebrea. I militari tedeschi cercavano in via Sabotino la famiglia Funaro: l'unica famiglia di ebrei che abitavano il palazzo. Il portiere del palazzo, si accorse del pericolo e avviso' immediatamente i Funaro che si precipitarono fuori dell'appartamento che si trovava al quinto piano. Con l'ascensore scesero al primo piano mentre i tedeschi salivano le scale. Il portiere, con prontezza di spirito, li nascose prima nel vano dell'ascensore e poi avverti' Vittorio Tredici che li fece entrare nel suo appartamento, dove viveva con la moglie e i suoi nove figli. I tedeschi nell'appartamento dei Funaro trovarono solo Rodolfo, il padre di Vittorio Funaro che era malato e immobilizzato a letto. Il portiere disse loro che aveva una gravissima malattia infettiva e i tedeschi pur contrariati lasciarono lo stabile a mani vuote. I Funaro nell'abitazione di Tredici ripresero fiato. Rodolfo Funaro sali' nel suo appartamento a prendere il padre malato e con l'aiuto di Tredici, trovo' una sistemazione per la moglie Virginia e il figlioletto Massimo in un istituto di Suore a Monteverde. Rodolfo, il padre Vittorio e la madre Ester Gay, trovarono rifugio altrove. Successivamente Vittorio Tredici collaboro' col Parroco Clunal per nascondere ebrei e ricercati e partigiani nei locali della Chiesa. (segue)




