Torino, 16 apr. - (Adnkronos) - "Non ho mai trafugato dati a Fiat ne' spedito nulla a chicchessia". Si difende in aula a Torino Michele Consiglio, dipendente della societa' informatica che fino a marzo 2011 si e' occupata della gestione delle buste paga per la Fiat, accusato di aver inviato cinque cd contenenti i dati sugli stipendi di tutti i dipendenti del Lingotto ad aziende concorrenti. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Vito Sandro Destito, ad aprile 2011 l'uomo avrebbe inviato delle buste anonime contenenti i cd con i dati relativi agli stipendi dei dipendenti Fiat del 2009 e del mese di marzo 2010 a General Motors, Volkswagen, Citroen e a due dipendenti di Termini Imerese. Tutti, dopo aver ricevuto il plico, avevano contattato l'azienda o la polizia postale per segnalarlo. Rendendo delle dichiarazioni spontanee oggi in aula, Consiglio ha spiegato che quando la polizia postale nel luglio 2011 si era presentata a casa sua per una perquisizione "sono stato preso dal panico perche' avevo una piantina di marijuana sul balcone. Hanno iniziato a dire che rischiavo molto e che la situazione era grave e preso dal panico ho detto di essere stato io e risposto meccanicamente di si' a tutte le domande. Non capivo quello che dicevo, volevo solo che finisse". Consiglio, assistito dall'avvocato Matteo La Sala, sta rispondendo ora alle domande del pm Destito. L'uomo e' accusato di introduzione abusiva nel sistema informatico, rivelazione di dati protetti dal segreto e violazione della legge sulla privacy. Nel procedimento Fiat si e' costituita parte civile.



