Bruxelles, 19 apr. - (Adnkronos) - Il Tribunale di prima istanza dell'Unione Europea ha confermato oggi le decisioni della Commissione Ue di non versare all'Italia contributi finanziari Fesr per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti in Campania, poiche' l'Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per lo smaltimento dei rifiuti nella regione. Il Tribunale ha dunque bocciato i due ricorsi con cui l'Italia aveva chiesto di annullare il blocco del pagamento della quota comunitaria (oltre 46 mln di euro) dei Fondi strutturali (Fesr) che erano stati destinati alla gestione e lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Il blocco dell'esborso per tutte le domande di pagamento di questi finanziamenti presentate dopo il 17 maggio 2006 (data di entrata in vigore della direttiva Ue sui rifiuti) era stato decretato dalla Commissione nel 2008 e la decisione era stata presa nel quadro di una procedura d'infrazione contro l'Italia, approdata nel 2010 a una condanna della Corte di giustizia, per non aver applicato le norme Ue al sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania. Fonti europee hanno commentato la sentenza, dicendo di "aspettarsi che nella prossima tornata di procedure d'infrazione a maggio o giugno ci sia il secondo ricorso della Commissione Ue per non esecuzione della sentenza del maggio del 2010", con la richiesta di multe pecuniarie. Le stesse fonti ribadiscono che "il cronoprogramma del piano di smaltimento e di gestione dei rifiuti non sembra sufficientemente credibile e che gli stessi piani di gestione non sembrano sufficienti".



