Bari, 19 apr. (Adnkronos) - Dopo aver risarcito i quattro dipendenti che li avevano accusati di percepire salari inferiori a quelli risultanti in busta paga, sono tornati in liberta' i due imprenditori baresi di 73 e 41 anni, padre e figlio, agli arresti domiciliari dall'11 aprile con l'accusa di concorso in estorsione. Il gip del Tribunale di Bari Michele Parisi, che aveva emesso l'ordinanza, ha accolto l'istanza di revoca della misura cautelare, nonostante il parere negativo del pm titolare dell'indagine, Giuseppe Dentamaro. Secondo la denuncia dei quattro operai, assunti con contratto a tempo determinato della durata di sei mesi, i due imprenditori, titolari di un'azienda del settore dei tendaggi, corrispondevano mensilmente stipendi non superiori a 550 euro pur spettandone ai lavoratori 900-1000. Secondo i carabinieri i quattro operai, in sede di colloquio di assunzione a tempo determinato, e quindi con la prospettiva del licenziamento, sarebbero stati costretti ad accettare un salario non superiore a 550 euro mensili, per due anni, pur spettandone 900-1000. Se non accettavano questa condizione sarebbe stato loro riferito che potevano essere rimpiazzati da altre persone disposte ad accettarla.




