(Adnkronos) - In base alla patologia per la quale si sta chiamando e' indispensabile anche in questo caso comporre un numero: il 4 per gli scompensi cardiaci, per esempio, e il 2 per il diabete. I medici sono affiancati per ora da una trentina di infermieri, che svolgono un'attivita' fondamentale per la riuscita del progetto: sono loro a raccogliere i dati relativi ai pazienti e inserirli nel database che verra' condiviso con il medico e fara' da programma per il percorso da seguire. L'infermiere controlla la pressione, il peso, la glicemia e la circonferenza-vita, verifica le abitudini alimentari dell'assistito e, soprattutto, intraprende con lui un'attivita' di educazione e informazione. Questo programma ha la finalita' di favorire una conoscenza sempre maggiore della propria malattia e di conseguenza poter adottare tutti quei comportamenti e stili di vita che ne prevengono l'aggravamento. Il paziente cronico e la sua famiglia sono i principali attori questo programma educativo. Con questa impostazione, ricorda una nota dell'Asl, si dovrebbe ridurre anche il ricorso improprio ai ricoveri ospedalieri, in passato spesso usati per programmare un certo numero di controlli e di esami diagnostici, lasciando che i posti letto restino a disposizione di chi davvero ha bisogno di cure ed assistenza. E' significativo che nelle indagini svolte per verificare i risultati di questo tipo di medicina, il 73% dei pazienti abbia riscontrato un miglioramento dell'assistenza, dichiarando di saper ora gestire la propria malattia, ed il 67% di stare decisamente meglio.




