(Adnkronos) - Altra questione su cui intervenire nella riorganizzazione del settore della salute mentale e' il criterio con cui negli anni i malati psichiatrici sono stati dislocati nelle strutture. Finora non ne e' stato applicato alcuno, con la conseguenza che nelle strutture si rischiano di "mischiare" pazienti giovani con anziani, e malati di patologie differenti. Questo e' il punto di partenza da cui la necessaria riorganizzazione della psichiatria dovra' tenere conto. "E' stata gia' istituita un'unita' multidimensionale -spiega Zoccali- per passare dalla enunciazione a una fase concreta". Il primo step sara' la tipizzazione dei pazienti, proprio per capire chi soffre di quale patologia, se e' recuperabile oppure ha bisogno di una struttura residenziale di lungo degenza. Inutile tenere in una Spdc un soggetto che non ne trarra' benefici e ha invece altre esigenze. Le strutture psichiatriche oggi funzionano con una modalita' mista tra pubblico e privato in base al quale il personale medico e infermieristico e' a carico dell'Asp mentre l'aspetto residenziale e' a cura del privato. Sono le cooperative a gestire queste strutture. Il paziente e' chiamato alla contribuzione in base al reddito. (segue)




