Roma, 14 mag. (Adnkronos) - Chi viene sorpreso alla guida ubriaco puo' essere ammesso al programma di recupero previsto dai lavori socialmente utili. Lo sottolinea la Cassazione nel ricordare che lo scopo e' quello "di consentire a soggetti che si siano resi responsabili di violazioni delle regole sulla circolazione stradale legate all'uso di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, di essere avviati ad un recupero sociale specifico comportante una vera e propria opera di rieducazione al rispetto delle norme stradali nell'ottica di un maggior rispetto verso la collettivita' attraverso l'espletamento di attivita' collegate alla normativa generale della circolazione stradale ed agli enti che operano in tale specifico settore dell'ordinamento". In questo modo, la Terza sezione penale ha accolto il ricorso di un automobilista umbro, Giorgio C., sorpreso, nel 2006, alla guida in stato di ebbrezza, a cui era stata negata l'applicazione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilita' visto che gli era gia' stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Al riguardo, la Suprema Corte spiega che "la richiesta da parte del condannato cui era stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, di fruire della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilita' implica una rinuncia tacita al beneficio di cui all'art. 163 c.p., eventualmente concesso in precedenza, vista la incompatibilita' tra i due istituti e non necessita di un consenso espresso, essendo sufficiente la non opposizione dell'interessato". Sara' ora la Corte d'appello di Firenze a rioccuparsi del caso, "verificando la possibilita' di applicare la pena sostituiva del lavoro di pubblica utilita'" alla luce delle regole dettate.



