Roma, 21 mag. (Adnkronos) - "Il covo di Montagna dei Cavalli l'avevamo individuato gia' nel 2001, ma ci impedirono di metterlo sotto controllo". In un'intervista che sara' trasmessa giovedi' sera da 'Servizio Pubblico', il programma di Michele Santoro in onda su La7, parla -per la prima volta davanti alle telecamere- un carabiniere che per anni ha lavorato alla cattura del boss di Corleone. "A pochi giorni dall'inizio del processo sulla trattativa Stato-mafia -si legge in una nota di Servizio Pubblico- la testimonianza del militare dell'Arma infittisce il mistero sulla lunghissima latitanza di Bernardo Provenzano, finita solo nell'aprile del 2006, e che ha portato all'incriminazione dei massimi vertici del Ros dei Carabinieri". "A portarci nel covo a pochi chilometri da Corleone era stata una confidente -racconta il militare- ma il rifugio non fu mai messo sotto controllo. All'epoca funzionava cosi': il colonnello Giammarco Sottili, l'attuale capo di Stato maggiore della Regione Sardegna, gestiva tutte le informazioni e diceva che non si doveva parlare, le nostre relazioni di servizio non arrivarono mai in Procura. Quando nel 2006 Provenzano fu arrestato proprio li' pensammo che era un vero schifo".




