Roma, 22 mag. - (Adnkronos) - "Novantuno detenuti stipati in celle costruite per ospitare 36 persone, alcuni costretti a dormire per terra perche' senza materasso e altri a vivere 20 ore al giorno in camere di detenzione con una sola finestra nel corridoio, celle ricavate peraltro dall'aula scolastica e dalla sala yoga. Un clima incandescente, quello del carcere S. Agostino di Savona, dove mancano persino 25 Agenti di Polizia Penitenziaria rispetto all'organico previsto dal Ministero della Giustizia". E' quanto denuncia il Sappe, Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, chiedendo al guardasigilli Annamaria Cancellieri urgenti interventi per il S. Agostino. "La situazione e' semplicemente scandalosa e allarmante - spiega Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe - Il carcere di Savona e' diventato una pattumiera per chi e' detenuto e per chi ci lavora: altro che dignita' umana da garantire a chi ha commesso un reato e per questo si trova, giustamente, in galera. Altro che trattamento e rieducazione come prevede la Costituzione. A Savona il carcere e' talmente sovraffollato che alcuni detenuti dormono per terra: non hanno neppure i beni di prima necessita' come bicchieri, carta igienica, spazzolino o le gavette per mangiare. Il S. Agostino non ha neppure un direttore che diriga stabilmente e quotidianamente il carcere e il personale di Polizia penitenziaria, che e' sotto organico di ben 25 unita', paga in prima persona le tensioni che il sovraffollamento delle celle determina". Il Sappe auspica che delle gravi criticita' del carcere di Savona "si possa occupare in prima persona il ministro Cancellieri perche' la situazione e' davvero insostenibile. Noi ci auguriamo un urgente provvedimento di sfollamento del carcere che riconduca le presenze dei detenuti a condizioni di vivibilita' ed un incremento di agenti alla fine dei corsi attualmente in atto. Ma al guardasigilli chiediamo anche quel coraggio che e' mancato ai suoi predecessori perche' la citta' di Savona possa davvero avere un nuovo carcere, predecessori che, al contrario, non hanno ritenuto necessario inserirla nel piano straordinario di edilizia penitenziaria del ministero".



