(Adnkronos Salute) - E poi c'e' un po' di tricolore nel farmaco: "E' la prima volta, negli oltre 115 anni di storia del gruppo Roche, che l'Italia viene incaricata di produrre su scala mondiale un nuovo farmaco a target molecolare. Oggi, dopo 4 mesi dall'approvazione Aifa, siamo confidenti che la determina per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sara' presto firmata e di poter quindi mettere a disposizione il farmaco molto presto. Speriamo gia' dal mese di giugno", auspica Maurizio de Cicco, Amministratore delegato di Roche in Italia. "Certo - prosegue - fa riflettere che proprio l'Italia sia l'ultimo Paese a recepire vemurafenib, a 2 anni di distanza dall'autorizzazione americana e a piu' di 15 mesi da quella europea. La burocrazia eccessiva e' spesso la causa di un ritardo cronico che non e' accettabile, soprattutto per una patologia come il melanoma metastatico, dove solo 1 paziente su 4 e' ancora vivo ad un anno dalla diagnosi. Ora speriamo che, grazie all'impegno di tutti, si riescano a ridurre i tempi di accesso su scala regionale e che non si debba aspettare un altro anno per avere a disposizione vemurafenib per tutti i pazienti italiani". Il farmaco viene somministrato selettivamente ai pazienti che, sottoposti a test genetico, risultano portatori della mutazione genetica Braf. La terapia costa 8 mila euro al mese e, secondo il principio del 'payment by results, l'azienda rimborsa al servizio sanitario nazionale il costo della cura se il paziente, al controllo dopo 3 mesi di terapia, risulta avere una progressione del tumore. (segue)



