Firenze, 19 set. - (Adnkronos) - Oltre il 10 per cento della popolazione e' affetta da malattia renale cronica, anche se la maggior parte non ne e' consapevole, almeno finche' la situazione non si aggrava. In Toscana, dunque, i malati stimati si aggirano sulle 350-400 mila unita'. E' una malattia che ha dei costi sociali molto alti, che potrebbero essere abbattuti con le giuste strategie di cura e di prevenzione. Questo e' quello che affermano i medici nefrologi toscani, i quali sono stati ascoltati questa mattina dalla Commissione Sanita' del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Marco Remaschi (Pd). Durante l'audizione i dottori Alberto Rosati, Guido Garosi, Piero Dattolo e Francesco Pizzanelli, in rappresentanza di tutte le strutture regionali, hanno esposto i risultati di un'indagine condotta insieme all'istituto Sant'Anna di Pisa sui costi sociali della malattia. Alcuni dati: ogni paziente affetto da insufficienza renale cronica agli stadi avanzati ma non peggiori della malattia, quindi non ancora in dialisi, costa alla comunita' 10 mila euro l'anno: il 44% di questa cifra e' rappresentato da costi diretti (visite, medicinali ecc.), il 30% da costi diretti non sanitari, il 26% da costi indiretti (ad esempio giornate di lavoro perse). Questo significa una spesa, in Toscana, di 135 milioni e 880 mila euro l'anno; a livello nazionale una spesa di oltre due miliardi di euro. Quando i pazienti arrivano ad aver bisogno della dialisi, hanno spiegato ancora gli addetti ai lavori, i costi si attestano sui 71 mila euro se viene praticata emodialisi tradizionale, sui 23 mila euro se viene praticata dialisi peritoneale, una cura equivalente che pero' puo' essere praticata a domicilio. I costi scendono ancora in caso di trapianto: il primo anno i costi sono alti per l'intervento e le cure (84 mila euro), ma poi le spese calano a 14 mila euro l'anno. (segue)



