(Adnkronos Salute) - La 'bozza Rizzi' prevede che per rafforzare il ruolo di governo delle Asl queste agiscano "su macroaree di almeno 2 milioni di persone". Forza Italia "dice un milione? Discutiamone. Secondo la mia proposta le Asl scenderebbero a 5 (una sola per il territorio di Milano) piu' una sperimentale Asl di montagna per una programmazione ad hoc per questi territori". "Noi non vogliamo necessariamente mantenere una Asl per provincia - ribatte Stefano Carugo (Pdl), presidente della Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale - Alcuni accorpamenti secondo me sono giusti. Il punto e' che non vanno fatti a tavolino, ma in base alle reali esigenze del territorio". Carugo usa toni pacati: "Come maggioranza in Aula porteremo un documento unico. Su alcune cose ci sono opinioni diverse", ammette e subito precisa che "la legge che abbiamo va solo un po' modernizzata. Crediamo che il cosiddetto modello Formigoni, che ha mantenuto la Lombardia ai primi posti nel mondo, non debba essere smantellato". Altra proposta di Rizzi su cui si accendera' il confronto e' quella di "introdurre una revisione periodica degli accreditamenti" delle strutture nel servizio sanitario regionale. "Sulla durata dell'accreditamento possiamo discutere - garantisce - Io propongo 5 anni, ma l'importante e' che il sistema non resti blindato e fermo a una fotografia di 16 anni fa. Altrimenti la competizione e' morta. E oggi tante realta' valide restano all'esterno del sistema e non possono entrare". Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, precisa che i giochi sono tutt'altro che fatti: "Le leggi le fa il Consiglio regionale. Aspettiamo di poter vedere quanto prima una proposta della Giunta. E' bene avere tanti spunti, ma nessuno puo' spacciare per riforme fatte quelli che sono utili contributi alla riflessione. Oggi non ci sono provvedimenti di riforma impellenti in discussione. Prima di decidere, ascolteremo i protagonisti. E mi associo a Maroni: non c'e' nessuna paura di cambiare. Ma qualunque cambiamento deve partire dalla constatazione che il sistema costruito funziona, pur con dei limiti". I paletti che "vanno salvaguardati", conclude Cattaneo, sono: "Favorire la liberta' di scelta dei cittadini, mantenere il modello accreditamento-voucher e continuare a garantire l'universalita' delle prestazioni perche' garantire l'accesso di tutti alle migliori strutture privata e' uno strumento di equita' sociale. Questi principi, insieme al contenimento dei costi, sono l'alveo entro cui stare".



