(Adnkronos) - "Nelle varie fasi del trattamento depurativo - prosegue Acquedotto Pugliese - la carica batterica viene drasticamente ridotta sino al valore di 5.000 Ufc per 100 millilitri consigliato dal Decreto Legislativo 152/06 grazie anche alla disinfezione finale con ipoclorito di sodio che esercita una potente azione battericida (non selettiva) nei confronti dei microrganismi presenti nel refluo. All'interno della generica specie batterica E.Coli sono pero' generalmente identificabili diversi ceppi o sottotipi anche di tipo patogeno. Fra essi vi sono, potenzialmente, anche quelli responsabili della Sindrome Emolitica Uremica (Seu)". Si tratta dell'infezione che ha colpito questa estate una ventina di cittadini pugliesi quasi tutti bambini, la cui diffusione si e' arrestata da alcune settimane. "Il processo di depurazione dei reflui urbani e la disinfezione finale, pur se condotti al meglio - precisa ancora Aqp - non possono pero' eliminare selettivamente un sottotipo di E.Coli piuttosto che un altro. I microrganismi presenti vengono infatti abbattuti piu' o meno indistintamente allo stesso modo". "Il fatto pero' che il refluo disinfettato si immetta in un corpo idrico contribuisce, grazie all'effetto di diluizione, a ridurre ulteriormente la loro concentrazione finale nel punto dello scarico, attorno al quale peraltro e' prevista per legge una fascia di interdizione alla balneazione di 500 metri sia a destra che a sinistra. Pertanto, le notizie riguardanti presunti malfunzionamenti ed inadeguatezze strutturali - conclude Aqp - ledono l'impegno e la professionalita' di tecnici specializzati ed operatori che ogni giorno, con il loro lavoro, consentono la piena operativita' ed efficacia di azione dell'impianto depurativo".




