Roma, 7 ott. (Adnkronos) - La Cassazione 'sdogana' il pasto vegetariano e le visite in carcere dei maestri spirituali buddisti. E' quanto si evince dalla sentenza 41474, che ha accolto il reclamo di un detenuto del carcere di Novara che chiedeva di ricevere la visita del suo maestro e il vitto vegetariano previsto dal credo buddista. La prima sezione penale della suprema Corte nella sentenza, sottolinea come tali richieste siano diritti, e non semplici capricci: e dato che "l'attuale sistema di tutela giurisdizionale dei detenuti nei confronti dei provvedimenti dell'amministrazione penitenziaria non risulta disciplinato compiutamente dalla legge, dunque in assenza di un "efficace intervento legislativo" spetta al magistrato di sorveglianza "impartire disposizioni dirette ad eliminare eventuali violazioni dei diritti dei condannati e degli internati". E dopo la pronuncia del magistrato, conclude la Cassazione, "il ministero della Giustizia non puo' disporre che non venga data esecuzione".




