Roma, 22 ott. (Adnkronos Salute) - Con il taglio del 40% delle tariffe, previsto dal decreto Balduzzi, "i laboratori privati accreditati sono condannati. Sopravviveranno solo quelli che fanno 500 mila prestazioni l'anno, ma la maggior parte non supera 70-80 mila prestazioni in media. Cosi' eliminiamo l'80% delle strutture. Venendo meno la capillare rete sul territorio che consente ogni giorno a milioni di italiani di fare analisi ed esami senza liste d'attesa". A spiegarlo all'Adnkronos Salute e' Vincenzo D'Anna, presidente nazionale di FederLab Italia, tra i promotori, insieme ad Aiop e FederAnisap, dell'assemblea a Roma delle strutture private accreditate. Oltre 1.000 laboratori oggi hanno aderito alla serrata indetta dalle sigle. "Noi produciamo a costi del 30% inferiori rispetto alle strutture pubbliche - sottolinea D'Anna, componente della Commissione Igiene e sanità del Senato - il decreto Balduzzi colpisce parte del sistema che non produce lista d'attesa e ha costi certi, molto più bassi del pubblico. Sono 15 anni che il ministero della Salute continua ad adottare nomenclatori tariffari senza la preventiva istruttoria tecnica che faccia la corretta rilevazione dei costi di produzione. Il Tar del Lazio - ricorda D'Anna - ha infatti annullato sia il tariffario Bindi per i laboratori e probabilmente il 5 dicembre annullera' anche quello Balduzzi, che decurta del 40% le tariffe". "Manca anche da tempo l'insediamento dell'apposita commissione - aggiunge - che si occupi dei criteri generali attraverso i quali prima il ministero e poi le Regioni possano deterninare i rimborsi per le prestazioni dei laboratori. Chiediamo quindi che si applichi la legge, e' trascorso un anno - conclude - e la commissione si e' solo insediata e non ha mai prodotto una riga".




