Trieste, 22 ott. - (Adnkronos) - Dalle prime ore del mattino, le Fiamme gialle del Comando Provinciale di Trieste stanno eseguendo tra Milano, Brescia e Trieste, 4 ordinanze di custodia cautelare emessi dal gip del locale Tribunale, Raffaele Morvay, nei confronti di un cittadino di nazionalità rumena e 3 di nazionalità pakistana, nell'ambito di un'operazione denominata "Karakorum", in materia di contrasto all'immigrazione clandestina via terra. I finanzieri hanno così inflitto un grave colpo a un'organizzazione che consentiva l'ingresso illegale di stranieri. Le indagini, coordinate dal pm Pietro Montrone hanno smascherato le illecite attività svolte dagli indagati, che consentivano l'ingresso illegale di stranieri, provenienti prevalentemente dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Le investigazioni delle Fiamme gialle triestine sono scattate, nell'ambito dell'ordinaria attività di controllo economico del territorio svolta dai militari, a seguito della verifica di un veicolo che dal confine terrestre con la Slovenia, stava entrando in Italia. A bordo dell'automezzo, guidato da un pakistano, erano presenti dei clandestini. L'autista era pertanto stato arrestato per aver favorito l'ingresso illegale di clandestini al fine di trarne profitto. Sono complessivamente 8 i provvedimenti restrittivi eseguiti nel corso delle indagini. In particolare, le indagini avviate dall'arresto dell'autista pachistano, hanno accertato che i clandestini, partiti dalla Grecia dopo aver attraversato i Balcani, erano portati in Croazia o in Ungheria. Da qui venivano poi condotti dagli odierni arrestati, in gruppi di 7-15 persone, attraverso il confine italo-sloveno, con destinazione Milano o Brescia, città nelle quali avevano la propria base logistica gli indagati. Le prede dell'organizzazione arrivavano in Italia a piedi o stipati all'inverosimile sui fatiscenti mezzi messi a disposizione dagli indagati. In entrambi i casi, le condizioni in cui si svolgevano i viaggi della speranza erano molto gravi. I clandestini erano infatti costretti dai passeur ad attraversare nottetempo i boschi a cavallo del confine con la Slovenia, privi di viveri e di abbigliamento adeguato per il bivacco montano. I più sfortunati, troppo deboli o senza i soldi necessari per affrontare il viaggio, venivano abbandonati nei boschi. In alcuni casi, solo l'intervento dei militari ha scongiurato esiti drammatici. Ogni transito fruttava agli arrestati circa 2.000 euro a persona. Per ogni passaggio del confine venivano incassati da un minimo di 14.000 euro fino ad un massimo di 30.000 euro. I clandestini introdotti in Italia e rintracciati dai militari della Guardia di Finanza nel periodo monitorato sono stati circa cento, di cui quasi una ventina ha chiesto l'asilo politico. Decine di perquisizioni sono state effettuate dai Finanzieri di Trieste in Lombardia, consentendo, tra l'altro, il sequestro di tre mezzi utilizzati per introdurre i clandestini nonché di una copiosa documentazione a comprova del vasto traffico illecito. Dalla prima analisi è emerso che dopo l'introduzione in Italia, gli arrestati gestivano anche il trasferimento dei clandestini dalla Lombardia verso i Paesi del Nord-Europa, preferendo principalmente la Germania. (Afv/Zn/Adnkronos)




