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Boiron: "Omeopatia in crisi? Lo è chi attacca"

17 Maggio 2019

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Boiron: "Omeopatia in crisi? Lo è chi attacca"

Lione, 16 mag. (AdnKronos Salute) - "L'omeopatia fa parte della storia della medicina, di attacchi ce ne sono stati ma sempre nel solco della correttezza e del rispetto reciproco, questa volta siamo a un livello di aggressività mai visto. Siamo vittime di fake news e diciamo basta. Non è l'omeopatia a essere in crisi ma evidentemente è la medicina ad esserlo, se sente il bisogno di creare divisioni fra gli stessi medici, quelli contro e quelli pro". Così Valérie Poinsot, direttore generale di Boiron - incontrando la stampa italiana in una delle sedi dell'azienda a Messimy, 20 chilometri da Lione - risponde agli attacchi contro l'omeopatia, e alla situazione della Francia, dove la Commissione sulla trasparenza dell'Alta autorità di Sanità (Has) è stata chiamata ad esprimere un parere sulla permanenza o la riduzione della parziale rimborsabilità dei farmaci omeopatici, attualmente in vigore.

Poinsot si dice "molto preoccupata" di quello che sta accadendo nel suo Paese, e - come ha riferito in un'intervista al quotidiano francese 'Liberation', Boiron ha consegnato lo scorso gennaio su richiesta dell'Alta autorità un dossier con 80 studi clinici sull'omeopatia, un faldone "di oltre 25 chili", riferisce la Dg. Che ammonisce: "La medicina richiede grande umiltà, è fatta di ricerca permanente, di grandi scoperte, ma la medicina non è un dogma scientifico. Ci sono medici che sostengono che queste scoperte vadano provate scientificamente, ma la medicina non è la scienza così come la scienza non è la medicina. Per esempio la medicina francese non è la stessa cosa di quella cinese, dunque non si può omologare tutto e contestare o scartare ciò che si vuole. In nome di cosa?", chiede con forza. E ancora: "La scienza è altra cosa, la scienza può aiutare la medicina così come ci sono cose che aiutano i pazienti anche se non ci sono prove scientifiche".

A questo proposito cita un esempio: "Per anni, in passato, abbiamo preso l'aspirina della quale non si conosceva ancora esattamente il meccanismo di azione, ma funzionava e nessuno si è sognato di attaccare l'aspirina e di negarne la sua efficacia".

"Siamo di fronte a un grande problema di comunicazione e le parole sono importanti", ammonisce Valerie Poinsot, ribadendo che "i medicinali omeopatici sono veri e propri farmaci omologati da autorità regolatorie, l'omeopatia è utilizzata da milioni di persone nel mondo che ne traggono benefici, e soprattutto va rispettata la libertà di scelta". A tal proposito sostiene: "Noi non diremo mai a un malato di tumore di non curarsi con la chemioterapia, perché qualcuno si arroga il diritto di dire a una persona 'non curarti con l'omeopatia'? In nome di cosa?".

E cita un'esperienza personale: "Anni fa stavo male e ho preso degli antibiotici che non mi hanno fatto nulla. Ciò può accadere anche nella medicina 'tradizionale' ma nessuno si sogna di dire che non funziona. Ci sono limiti all'omeopatia, come ce ne sono nella medicina tradizionale, nella chirurgia...Ma non si può guardare l'albero se è tutta la foresta ad avere un problema. Non si può dire che l'omeopatia ha un problema senza guardare il tutto".

Ricorda infine: "Non abbiamo mai pensato di voler curare tutte le malattie, tanto che i farmaci omeopatici rappresentano appena lo 0,1% del mercato farmaceutico. Lo 0,1%", ripete. "La medicina tradizionale e altre pratiche mediche non si escludono affatto ma si integrano. Basti pensare a un paziente sotto chemioterapia che, a causa degli effetti collaterali, soffre di stanchezza cronica o di mucositi e grazie all'omeopatia riesce a ridurli o eliminarli, e quindi a stare meglio e a sopportare più facilmente le cure", conclude.

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