Bari, 20 nov. (Adnkronos) - Avrebbero distratto e depauperato fondi per circa un milione di euro. E' l'accusa nei confronti di Lorenzo Giancarlo, 56enne di San Pancrazio Salentino (Brindisi) e di Francesco Ricciardi, 54 anni di Gioia del Colle (Bari), rispettivamente amministratore di diritto ed amministratore di fatto di una societa' di Gioia del Colle, che opera nel settore dello stampaggio di materiali termoplastici e produzione di imballaggi per prodotti caseari, fallita nel febbraio del 2012. I due stamane sono stati arrestati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese, su richiesta della Procura della Repubblica. L'accusa e' di bancarotta fraudolenta aggravata in concorso, sia patrimoniale che documentale. Il provvedimento e' stato emesso al termine di indagini svolte dai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, una articolazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza specializzata nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari. Grazie agli accertamenti contabili, bancari e documentali e alle testimonianze di numerose persone informate sui fatti, si e' fatta luce sulla presunta truffa messa in atto nel periodo 2010-2012. Inoltre, e' stato accertato che gli indagati, per procurarsi l'ingiusto profitto ai danni dei creditori, hanno distrutto, nascosto e sottratto le scritture contabili della societa' da essi amministrata ed, in particolare, il sistema informatico (server gestionale contabile e personal computer), in maniera tale da ostacolare se non addirittura impedire la corretta ricostruzione della reale situazione economico-patrimoniale della societa'. In particolare, a seguito delle attivita' investigative, e' stato accertato che Ricciardi aveva assunto il ruolo di 'regista' della politica aziendale della societa' fallita, determinando ed aggravando, nel tempo, il dissesto societario, anche dopo le sue dimissioni formali dall'incarico di amministratore unico, successivamente conferito, fittiziamente e con la preordinata volonta' di sottrarsi alle responsabilita' penali, a Lorenzo, ritenuto dagli inquirenti vero e proprio 'prestanome', poiche' non sarebbe in grado di conoscere le vicende economico-gestionali della azienda.




