(Adnkronos) - Come continuare l'impegno? Secondo Parrini "occorre consolidare l'attuale sistema dei servizi educativi all'infanzia, per evitare che la crisi economica non determini una regressione rispetto agli attuali livelli". Al tempo stesso "è necessario lavorare per una effettiva e piena integrazione tra pubblico e privato: al di là delle buone intenzioni del governo e del legislatore regionale - ha sottolineato il consigliere - nella nostra regione ci sono ancora riserve ideologiche contro il sistema privato, quasi esclusivamente privato sociale". "Come conseguenza auspico un patto, un'alleanza tra pubblico e privato, soprattutto nel sistema 3-6 - ha concluso Parrini - per intervenire in modo sussidiario rispetto al lento ma sicuro disimpegno da parte dello Stato". Presenti al convegno Maria Rosaria Silvestro e Sergio Govi, del Ministero della Pubblica Istruzione, che hanno focalizzato l'attenzione sui "Servizi integrativi per l'infanzia nella prospettiva del sistema 0-6 anni: anticipi e sezioni primavera". Di fronte alla scolarizzazione che tende ad abbassarsi è quanto mai urgente fare investimenti di qualità nella prima e seconda infanzia, raccordando lo 0-3 e lo 0-6 in una logica di sistema e di continuità: "c'è bisogno di pensare in grande per costruire il futuro". Sulla stessa lunghezza d'onda la consigliera segretaria dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea toscana Daniela Lastri: "Investire sullo 0-6 è una scommessa per la Regione e per un paese che vuole andare avanti, ancora di più in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo c'è bisogno di sviluppare asili nido e scuole dell'infanzia, per non rischiare di abbassare i livelli culturali raggiunti". "La Toscana ha creato una rete importante di servizi alla prima infanzia e dato la possibilità di incrementare il numero delle scuole, ma oggi c'è urgente bisogno di trovare risorse necessarie a sostegno di queste politiche anche da parte dello Stato - ha continuato la consigliera - per rendere sempre più omogenei i servizi verso lo 0-6, attivando i livelli essenziali di prestazione (lep), per evitare che l'anticipo nelle scuole dell'infanzia non metta in discussione la qualità raggiunta con i progetti educativi come le sezioni Primavera".



