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Mafia: Boccassini 'capii che Scarantino diceva sciocchezze e mi mandarono via'/Adnkronos (3)

AdnKronos
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(Adnkronos) - Proprio di recente, il consigliere del Csm Antonino Di Matteo, deponendo nello stesso processo, parlando di Ilda Boccassini e dei suoi dubbi su Scarantino, disse: "Seppi delle note della Boccassini e delle sue osservazioni critiche sulla gestione del pentito Scarantino solo tra il 2008 e il 2010. Con la collega Boccassini non ho mai avuto la possibilità e la fortuna di parlare non solo delle stragi ma di indagini in generale. Per me era ed è un un magistrato da stimare moltissimo, ma con la quale la conoscenza si limitava a incontri al bar”. Oggi, Boccassini ribadisce i continui dubbi su Scarantino. Dubbi che, però, all'epoca, all'interno della Procura, avevano solo lei e il collega Roberto Sajeva. I due lo misero poi nero su bianco in un documento. Una relazione che poi "è sparita", denuncia oggi Boccassini. "Su Vincenzo Scarantino vi erano visioni completamente diverse - spiega il magistrato - Gli altri colleghi erano propensi a dire da subito 'bene, Scarantino sta collaborando'. Ma per me c'erano delle perplessità. Molte perplessità. Tant'è che volevo persino annullare le mie ferie per partecipare agli interrogatori. Ma la risposta di Tinebra fu: 'ti sei sacrificata tanto, ora te ne vai in ferie', e così tornai a settembre. Ma il patatrac per me e Roberto Sajeva fu quello che leggemmo al nostro ritorno. Essere tenuta fuori dai giochi era la prassi. Vuoi per leggerezza, vuoi per sciatteria, non ero più la protagonista come lo ero stata nei mesi precedenti nella dinamica investigativa delle due stragi".

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